Nigeria: il Mend minaccia le compagnie petrolifere

Il Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger (mend), uno dei principali gruppi guerriglieri nigeriani, torna far parlare di sè. In un comunicato il gruppo è infatto tornato a minacciare le numerose compagnie petrolifere multinazionali che estraggono petrolio nella zona del delta del fiume Niger. Il tono e il contenuto delle minacce sono sempre gli stessi: immediata sospensione delle attività di estrazione e lavorazione del greggio oppure le multinazionali subiranno attacchi ai loro impianti che verranno “dati alle fiamme”.

Secondo l’agenzia Ansa la minaccia del Mend sarabbe da interpretare come una rottura del cessate il fuoco unilaterale che gli stessi guerriglieri avevano proclamato dopo una stagione di duri attacchi agli interessi delle grandi aziende operanti nella regione, tra le quali l’Agip, la Shell e la Chevron Texaco.
L’attività della formazione armata operante nel sud della Nigeria e impegnata da anni in scontri con l’esercito regolare di Laos, si è da sempre contraddistinta in assalti e sabotaggi alle infrastrutture nonchè in sequestri di tecnici e operai stranieri, conclusi quasi sempre in modo indolore con la liberazione “programmata” dei sequestrati.

La strategia militare adottata da questo gruppo nigeriano corrisponde più che altro ad una forma di propaganda armata, in cui il sabotaggio dell’oleodotto, il sequestro o l’incendio di piattaforme e impianti, dopo aver consentito ai tecnici stranieri di fuggire e mettersi al riparo da eventuali rischi, è un modo per cercare di far parlare di sè, e delle proprie istanze, i media occidentali e al tempo stesso un tentativo di mettere in imbarazzo il governo centrale facendo passare il messaggio che l’esercito regolare nigeriano non sarebbe in grado di controllare e esercitare la sovranità nel sud del Paese.

Una strategia precisa che affonda le sue radici in quelli che sono i gravi problemi sociali ed economici della regione. A fronte infatti dei potenziali enormi guadagni possibili grazie ai giacimenti, la ricaduta economica dell’attività estrattiva sulla popolazione locale è veramente irrisoria. Condizione che da un lato rafforza il bacino di penetrazione del Mend e dall’altro genera i tristemente noti furti di petrolio, che molto spesso si traducono nella morte dei poveracci che cercano di “bucare” gli oleodotti.

Enzo Lecci