Portaerei Cavour: domani raggiungerà le coste di Haiti

La portaerei Cavour, il fiore all’occhello della Marina Militare italiana, raggiungerà domani le coste di Haiti, il paese dei Caraibi in pieno caos dopo le devastazioni del violente terromoto.
Ad annunciarlo, il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, il quale ha anche specificato che, mancando completamente le possibilità materiali per un attracco, la nave italiana resterà in mare e, tramite l’utilizzo di elicotteri, trasporterà i feriti dalla terra all’ospedale allestito a bordo. Il ministro ha anche annunciato che l’obiettivo della missione sarà quello di trasformare la portaerei in un grande ospedale. Sulla nave infatti saranno disponibili e resi operativi 1208 posti letto, con una sala radiologia, una sala per curare gli ustionati, due sale operatorie, una sala rianimazione e una di terapia intensiva. Chiaramente la Cavour ha imbarcati anche mezzi di soccorso come gru, macchinari di movimento per la rimozione delle macerie e anche alcuni blindati che saranno sbarcati sull’isola per consentire lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di soccorso.

La presenza italiana ad Haiti rientra nella missione White Crane e vede il nostro Paese operare al fianco delle forze messe in campo dal Brasile per garantire assistenza e distribuzione di aiuti alla popolazione stremata dal terremoto. In particolare la portaerei Cavour dovrebbe diventare il centro di coordinamento degli aiuti sull’isola. Il costo dell’operazione, come hanno nei giorni scorsi puntualizzato fonti della Difesa, dovrebbe oscillare tra i 100.000 e i 200.000 euro al giorno di stima massima nel caso in cui la nave sia in movimento. L’operazione umanitaria verrà finanziata per il 90% da Eni, Finmeccanica e Fincantieri, grossi marchi che hanno contribuito alla realizzazione del gioiello della Marina Italiana.

Inviando la portaerei Cavour, l’Italia diverebbe il secondo paese con le maggiori forze in campo ad Haiti, dopo gli Stati Uniti che hanno messo in campo la portaerei Vinson e altre navi.

Enzo l.