Vendola e Palese: la sfida elettorale parte dalla D’Addario

In un Paese avvezzo a mescolare con disinvoltura il pubblico e il privato e in cui molti sviluppi politici possono essere architettati sotto le lenzuola,  può capitare anche che una campagna ellettorale prenda il via da un caso “strano“, da una vicenda “particolare“. E’ quanto successo in Puglia, dove i due sfidanti alla presidenza della Regione (la terza per il momento se ne mantiene fuori) hanno deciso di inaugurare il rovente botta e risposta a partire dall’affaire D’Addario, indicata in queste ore (da certa stampa) come l’autrice di un complotto teso ai danni del premier Berlusconi per screditarne la statura politica.

Sul caso mediatico-giudiziario che cerca di foraggiare la curiosità collettiva, scandagliando le manovre politico-erotiche del presidente del Consiglio, Nichi Vendola e Rocco Palese hanno pensato di avviare un avvincente confronto, a favore di microfoni e telecamere. “È nota – ha iniziato l’attuale governatore pugliese – l’ingenuità del presidente del Consiglio. Quindi, se qualcuno ha ordito un tale complotto, bisogna sentirsi solidali nei confronti di un uomo che, nonostante sia uno degli uomini più ricchi e più potenti, continua a coltivare un grado di ingenuità così spinto”. Una tesi, quella “ironizzata” da Vendola, che individuerebbe in Silvio Berlusconi un personaggio svampito e smaliziato, degno di una moderna fiaba metropolitana.

“Che a Vendola piacciano le fiabe – ha ribattuto irritato Rocco Palese – ormai lo sappiamo: le racconta da cinque anni ai cittadini pugliesi, ma è vergognoso e inaccettabile che faccia dell’ironia sull’ipotesi di un complotto ai danni del presidente del Consiglio, piuttosto che unirsi a un doveroso e unanime coro di condanna per una vicenda inquietante”.

“Come mai – ha proseguito l’aspirante governatore sostenuto dal Pdl – questa volta Vendola non esprime fiducia nel lavoro della magistratura? Perché non chiede immediata chiarezza? Siamo stanchi del doppiopesismo giudiziario della sinistra e di chi come Vendola, pur non avendolo mai avuto e avendo ormai definitivamente perso ogni titolo, continua ad ergersi a paladino della moralità. Su questo – ha concluso Palese – non accettiamo lezioni da nessuno”.

Una disputa, quella accesa dai due sfidanti, davvero carica di contenuti. Per i programmi politici c’è ancora tempo!

Maria Saporito