Campania, De Luca apre alla sinistra radicale: “Corriamo insieme”

Vincenzo De Luca, aspirante governatore della Campania

La fresca candidatura del sindaco salernitano, Vincenzo De Luca, alla presidenza della Regione Campania ha portato scompiglio a sinistra. Sostenuto dal Pd, dall’Api e dai Verdi, De Luca non riesce, infatti, a intercettare il gradimento della Federazione delle sinistre, di Sel (Sinistra ecologica e libertà) nè tantomeno quello dell’Idv.

L’ufficializzazione, avvenuta ieri, sulla sua candidatura contro l’aspirante governatore del Pdl, Stefano Caldoro, ha rinfrescato le tinte di un quadro noto alla coalizione di centrosinistra. Un quadro di spaccatura interna in cui i vari partiti faticono a convergere su un “minimo comun divisore” (morale e strategico) sul quale programmare interventi e sostenere manovre.

Intanto, il diretto interessato prosegue sulla sua strada, senza farsi intimorire dai dardi scagliati dal “fuoco amico“. Ieri ha incontrato la stampa all’Hotel Vesuvio di Napoli dove ha inaugurato la sua campagna elettorale all’insegna della schiettezza e della determinazione.

 “Vincere, dobbiamo farcela – ha iniziato De Luca – C’è troppa autoreferenzialità nei partiti della coalizione. Occorre evitare di essere un condominio rissoso come accadde con Prodi. La sfida è terribilmente difficile, occorre concorrere a un obiettivo comune, altrimenti – ha continuato il sindaco di Salerno – la regione finisce nelle mani della camorra“.

Ma gli argomenti spinosi per De Luca sono tanti. Il primo riguarda le annose tensioni con il governatore uscente, Antonio Bassolino, con il quale l’attuale candidato alla presidenza della Regione ha sempre intrattenuto rapporti ai limiti della sopportazione. De Luca tenta la carta della distensione e rivolge a Bassolino un saluto “senza ipocrisia“.  

“Abbiamo avuto – ha ammesso senza difficoltà – tante opinioni diverse e ne abbiamo anche oggi. Tra le tante cose giuste sull’ultimo quindicennio dell’esperienza di governo a Napoli e in Campania, però, la cosa più sobria e ricca di contenuti è stata detta proprio da Bassolino: Non ce l’abbiamo fatta. E’ stata – ha evidenziato De Luca – una responsabilità collettiva del gruppo dirigente”.

E ancora: “E’ innegabile – ha concluso, in un trionfo di ritrovata “fratellanza” – che Bassolino abbia scritto una pagina storica della politica non solo della Campania, ma anche d’Italia“.

L’altro “sassolino” che insidia il candidato governatore che divide la sinistra riguarda i suoi guai con la giustizia. Un punto su cui i cronisti non mancano di incalzarlo: De Luca, infatti, è coinvolto (tra l’altro) in un’inchiesta con accusa di truffa aggravata al falso ed è stato rinviato a giudizio per appropriazione di una variante urbanistica. Sono queste “rogne” giudiziarie che hanno spinto i rappresentanti dei partiti più intransigenti della sinistra a considerare “improponibile” la sua candidatura.

Lui se la cava senza imbarazzi o titubanze. “Non accetto – ha affermato risoluto – lezioni di moralità, semmai posso darle. Ritengo che la magistratura debba andare fino in fondo. Chi ha responsabilità pubbliche – ha precisato De Luca – non deve sottrarsi al giudizio di legalità”.

Non solo, l’aspirante governatore della Campania prova a ribaltare il quadro: “Sono orgoglioso – ha continuato –  delle vicende giudiziarie che mi riguardano; rifarei tutto fino all’ultima virgola. Mi ritrovo in due procedimenti, ex Ideal Standard e Mcm, che – ha spiegato De Luca – nascono entrambi dal­la necessità di difendere 400 posti di lavo­ro“.

Maria Saporito