Cancro al seno: nuovo farmaco, risultati eccellenti

Il trastuzumab è un nuovo farmaco sviluppato da una equipe con a capo il  Professor Luca Gianni, il direttore del reparto Oncologia medica 1 della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori.  Questo principio attivo  mediante una ricerca durata circa un anno è risultato essere di gran lunga più potente della sola chemioterapia, anche se va utilizzato sinergicamente ad essa.

La ricerca ha coinvolto 235 pazienti i quali sono stati divisi in due metà; ad una è stato somministrato anche il trastuzumab, l’altra invece ha proseguito con la terapia normale. A conclusione della ricerca, sette donne su dieci affette da carcinoma mammario del tipo HER-2 sono sopravvissute  senza avere nessuna recidiva, in specifico il 71% contro il 56%  della terapia ordinaria. Considerando che nella scienza medica se si aumentano le probabilità del 5% è già un ottimo risultato, la portata di questa scoperta è evidente.

In specifico il farmaco aumenterebbe concretamente la possibilità di rendere i tumori operabili, asportabili quindi, risolvendo nella grande maggioranza dei casi definitivamente il problema. ”Questo tumore necessita di farmaci prima di intervenire chirurgicamente , In questo studio abbiamo valutato l’associazione di trastuzumab, anticorpo specifico per il recettore HER2, con la chemioterapia sequenziale”. ha spiegato il Prof Gianni.

Gli effetti collaterali, verificatisi in una percentuale minima del 2%, sono pervenuti in uno scompenso cardiaco che però è stato facilmente controlato da farmaci appositi. Il tumore mammario colpisce quasi 40000 donne italiane ogni anno, per una mortalità di circa 8000. Solo una percentuale tra il 6 e il 10% però sviluppa la patologia di tipo infiammatorio, più difficile da curare. il nuovo farmaco agirebbe proprio favorendo la prognosi di questa “nicchia” più sfortunata, aumentando di gran lunga le probabilità di sopravvivenza senza ulteriori complicazioni.

”I risultati di questo studio dimostrano che si è compiuto un altro significativo passo avanti nella lotta contro il tumore mammario”. Lo studio è stato condotto dalla fondazione Michelangelo di cui Gianni è co-fondatore, ed è stato oggi pubblicato sulla rivista Lancet.

A.S.