Il Colonnello Gheddafi è stato scalzato dalla presidenza dell’Unione Africana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:51

Il leader libico Muammar Gheddafi all'ONU

Il leader libico Muammar Gheddafi ha fallito nel suo tentativo di restare in carica per un altro anno come presidente dell’Unione Africana (UA).

Nel corso del summit dell’UA in Etiopia, i leader di 53 Paesi africani hanno scelto il presidente del Malawi, Bingu wa Mutharika, come suo successore.
Il Colonnello Gheddafi era molto riluttante a lasciare l’incarico, causando un certo risentimento all’interno dell’organizzazione panafricana.
Ha però usato il suo ultimo discorso per invocare l’unità politica dell’Africa.

In precedenza il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon, ha richiamato i leader africani affinché lavorino per l’unità nazionale in Sudan, in seguito alle spinte secessionistiche del sud del Paese.
Ban Ki-moon ha detto che l’ONU e l’UA hanno una grande responsabilità “nel mantenere la pace in Sudan e nel rendere preferibile l’unità dello Stato”.
E’ previsto per il prossimo anno un referendum per l’indipendenza del sud del Sudan, che è ricco di petrolio.

La Libia ha presieduto l’UA nel 2009 e, secondo il sistema di rotazione dei blocchi regionali, l’incarico andava affidato ad una nazione dell’Africa del sud.
Tuttavia Gheddafi avrebbe voluto estendere il suo mandato per un altro anno; infatti aveva il supporto della Tunisia, e sembrava aver vinto su nazioni più piccole pagando le loro quote di partecipazione all’UA.
Il Malawi era sostenuto all’unanimità dai Paesi dell’Africa dell’est e del sud.

Dopo aver lasciato la presidenza, Gheddafi ha detto che continuerà a promuovere il suo progetto di “Stati Uniti d’Africa“, aggiungendo di non aver bisogno di mantenere il titolo di presidente dell’UA.
“Il mio fratello Presidente della Repubblica di Malawi mi rimpiazzerà e prenderà in consegna l’incarico”, ha detto.
“Non c’è bisogno di alcun titolo, rimarrò nel fronte che combatte per l’unità politica dell’Africa.”

I temi della conferenza dell’UA ad Addis Abeba sono l’informazione e la tecnologia.
I capi di Stato discuteranno anche, tra le altre questioni, dell’escalation delle violenze in Somalia.

Ivan Rocchi

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