Incendio a New York: 5 morti, probabile la natura dolosa

L’edificio, sito nel nella zona di Brooklyn(dove c’è l’omonimo ponte), precisamente nel quartiere di Bersonhurst ( in basso a sinistra nella foto), era abitato quasi esclusivamente da immigrati del Guatemala. Ed è proprio questo che ha fatto sospettare ai vigili del fuoco la natura dolosa dell’incendio divampato nella palazzina di tre piani, in cui hanno perso la vita 5 persone e altre quattro tra cui un neonato sono rimaste gravemente ferite.

 “Non è lì che un incendio comincia di solito” ha spiegato un pompiere riferendosi al fatto che il fuoco ha preso piede da dietro la porta d’ingresso del primo piano, effettivamente un posto decisamente in solito per l’inizio di un rogo; di solito infatti non c’è niente che possa far scatenare un incendio in angoli simili e anche stavolta non è stato trovato nulla che potesse rappresentare una causa naturale.

Il neonato è purtroppo in condizioni critiche, lui e un altro bambino sono stati scagliati fuori dalla finestra da una donna nel tentativo si salvar loro la vita; il neonato però è caduto per terra, a causa del fatto che i soccorritori non sono riusciti a prenderlo e ha riportato gravi  fratture del cranio. L’altro bambino fortunatamente è atterrato su una tenda e questo l’ha chiaramente salvato.

Il quartiere dove si è sviluppato l’incendio è abitato prevalentemente da italiani, russi, ispanici e cinesi e non si può escludere che sia proprio una delle restanti razze, escludendo ovviamente gli ispanici ad aver appiccato l’incendio alla palazzina a scopo intimidatorio, o forse di “conquista”.

Il problema razziale negli Stati Uniti è sempre stato  molto concreto, in quanto le etnie che convivono, a volte pacificamente, a volte molto meno, sono innumerevoli. La stessa nazione U.S.A. è “fatta” da diversi popoli (inglesi, irlandesi, spagnoli e via dicendo) e  sebbene gli abitanti siano molto abituati alla diversità, a volte le differenze, i modi di vivere sono veramente troppo lontani perchè esista una convivenza pacifica senza che nessuno la imponga. Gli investigatori comunque non hanno dato per certa la pista razziale, ma seguono, come è giusto che sia, tutte le ipotesi possibili.

A.S.