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Juniorchestra: piccoli artisti crescono

Al via la quattordicesima stagione di concerti, spettacoli e altre iniziative a carattere didattico e divulgativo, che l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma dedica ai bambini. Come per le precedenti, un calendario fitto e diveretente: lezioni musicali in cui si esplorano le caratteristiche della musica oppure si approfondisce la conoscenza di una famiglia strumentale dell’orchestra o di un gruppo vocale; 
 La JuniOrchestra,  l’orchestra dei ragazzi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la prima di bambini e adolescenti creata nell’ambito delle fondazioni lirico-sinfoniche italiane è nata nel 2006 per volontà del professor Bruno Cagli. E’ composta da circa duecento bambini e bambine, ragazzi e ragazze tra i 4 e i 18 anni, suddivisi in tre gruppi per fasce d’età e di livello artistico: JuniOrchestra, JuniOrchestra Very Young Project e il progetto Start-up. 

 “È un impegno che da 3 anni a questa parte segna l’attività d’inizio dell’anno della JuniOrchestra. È  per tutti noi un onore partecipare a quest’iniziativa che testimonia lo stretto legame tra questi ragazzi e il mondo del sociale”, ha detto Francesco Storino, violoncellista e coordinatore musicale della JuniOrchestra.

 Dietro le quinte ci si imbatte in maestri astuti e visionari – molti sono professori dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – che con mille stratagemmi avvicinano questi ragazzi allo studio del più grande repertorio sinfonico: ouverture di Rossini, musiche di Mozart, Vivaldi, Ciaikovski, Bartòk, Puccini, Beethoven e molti altri, nelle versioni originali. E pure del repertorio cameristico.
 In poco più di tre anni di vita la JuniOrchestra, diretta da Antonio Pantaneschi, Simone Genuini e da José Maria Sciutto per il Coro, ha dato decine di concerti in tutta Italia – molti per beneficienza – applauditi anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l’ha ospitata al Quirinale. 
Dietro le quinte i ragazzi sono richiamati al silenzio. Si accordano gli strumenti, il maestro dà le ultime raccomandazioni; invita i più piccoli a sedersi con lui in terra a formare un cerchio tenendosi per mano: un minuto a occhi chiusi. Poi tutti in scena.  Il direttore sale sul podio, tre colpi di bacchetta sul leggio ed è musica da un mondo nuovo. E’ grande quella emozione  del pre e del post concerto probabilmente non nuova: già raccontata dalle telecamere nel programma ‘Prima della Prima’, viene vissuta seppur da pochi. La Rai lo manda in onda a notte fonda,  per gli insonni.

Ilaria Salzano