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La preghiera del Papa per Fiat e Alcoa

Gli operai della Alcoa presenti oggi in Piazza San Pietro

“Fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie”. E’ stato questo l’appello lanciato oggi da Papa Benedetto XVI durante l’Angelus in Piazza San Pietro.

“La crisi economica – ha continuato il Pontefice – sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti. Penso ad alcune realtà difficili in Italia come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme. Mi associo pertanto – ha concluso Benedetto XVI –  all’appello della Conferenza episcopale italiana”.

Le parole pronunciate oggi dal Papa sono state ascoltate (in tempo reale) da una delegazione di lavoratori della Alcoa di Portovesme, giunti in Piazza San Pietro per manifestare il proprio disagio e la propria preoccupazione. Muniti di striscioni e di caschi di sicurezza, gli operai della fabbrica sarda hanno così avuto modo di ringraziare il Pontefice per l’attenzione e la sensibilità dimostrata nei loro confronti.

 E reazioni positive al messaggio lanciato dal Papa sono giunte anche da parte di alcune sigle sindacali. Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha detto:”L’appello del Santo Padre non può cadere nel vuoto. Ancora una volta Papa Benedetto XVI dimostra grande sensibilità ai problemi del lavoro: lo ringraziamo – ha continuato Angeletti – per la sua paterna attenzione. Se si vuole salvare il Paese, bisogna salvaguardare l’occupazione“.

“Dall’alto del suo magistero spirituale – è stato il commento del leader della Cisl, Raffaele Bonanni – il Pontefice invita tutti a un maggiore impegno per tutelare l’occupazione e i più deboli. C’é troppa ordinarietà nell’affrontare questa crisi, mentre ci vorrebbe un impegno straordinario attraverso nuovi provvedimenti e misure innovative per risollevare l’economia”.

“Molte imprese – ha continuato Bonanni – stanno scaricando le loro oggettive difficoltà di mercato sulla pelle dei lavoratori, come sta accadendo con Alcoa e con la Fiat che vuole chiudere lo stabilimento di Termini Imerese dimostrando, in questo caso, scarso senso di responsabilità nei confronti del futuro del Mezzogiorno e in particolare della Sicilia. Ecco perché  – ha concluso il segretario della Cisl – speriamo che l’appello accorato del Papa possa scuotere le coscienze di tutti e stimolare le istituzioni, la politica e le parti sociali a lavorare insieme per trovare una via d’uscita alla crisi e dare una prospettiva di lavoro a chi rischia di perderlo”.

Maria Saporito