Prodi sindaco di Bologna, il Professore smorza gli entusiasmi, ma..

Come già riportato in un precedente articolo “la febbre di Romano Prod” ha in queste ultime ore contagiato gran parte della città di Bologna. Diversi esponenti del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo, partendo da una estemporanea dichiarazione di Lucio Dalla, avevano espresso entusiasmo per l’idea della candidatura del Professore a sindaco della città emiliana e conseguentemente totale solidarietà con le parole del cantante bolognese.

“Tale candidatura  porterebbe con sè una carica di evocazione simbolica e una voglia di riscatto”. Queste sono state le parole di Enrico Farinone, deputato PD ed ex Margherita “rutelliana”. Farinone probabilmente con la parola riscatto si riferisce alla prematura caduta del Governo Prodi ( l’ultimo) e alla conseguente ascesa del suo storico nemico Berlusconi; ma il termine potrebbe anche indicare ( o voler indicare) una sorta di rivalsa per l’abbandono subìto da parte di alcuni colleghi politici di spicco, che, quando le cose hanno cominciato ad andare male hanno saltato il fosso passando dalla parte di Veltroni prima e di Franceschini poi, abbandonando così Prodi “al suo destino”. Lui, uomo pacato e solitamente lungimirante non c’ha pensato due volte a farsi da parte e a ritirarsi a vita privata, anche in conseguenza delle fortissime polemiche sui provvedimenti governativi da lui adottati durante la sua breve legislatura, primo fra tutti l’aumento delle tasse, provvedimento del quale ,efffettivamente proprio gli italiani non avevano nessun bisogno a prescindere dalla  sua necessità o meno.

Prodi però ha in queste ore frenato ogni entusiasmo : Sandra Zampa ( PD) e portavoce ufficiale dell’ex Presidente del Consiglio ha, per ora, tagliato la testa al toro: “So che il presidente ha ricevuto moltissime richieste perchè si proponga come sindaco di Bologna. Richieste che lui considera uno straordinario segno di stima e di affetto. Ma il suo orientamento non è cambiato”

Sulla questione è intervenuto anche Maurizio Gasparri ( PDL) con una dichiarazione fiume con la quale, da buon politico qual’è (e, ovviamente, ognuno deve fare il suo gioco), ha tentato di spostare il target dall’eventuale candidatura di Prodi a sindaco di Bologna a cosa rappresenterebbe la stessa candidatura per il centro-sinistra al di fuori degli ambienti prettamente frequentati dagli esponenti del PD. Se per questi ultimi infatti sarebbe una grande vittoria, per Gasparri un ritorno del Professore nella politica sarebbe invece una sorta di sconfitta di tutto il centro sinistra: “Sono indiscrezioni smentite sia dal diretto interessato che da esponenti del Pd. Tuttavia Prodi e’ un autorevole bolognese e ha tutto il diritto di candidarsi nella sua citta. Ma se cosi’ fosse – ha proeguito Gasparri – un fatto di questo tipo, per di più nella città-simbolo della storia e del potere politico della sinistra, certificherebbe apertamente lo stato di difficoltà del centro sinistra, già travolto dalla questione morale, con un sindaco costretto a dimettersi per un’indagine della magistratura”. L’esponente del governo ha poi aggiunto che “tutto questo mi sembra il sintomo di una crisi che, secondo il centro sinistra, va arginata affidandosi a un’arma straordinaria. Ma per Prodi, sempre ammesso che lui abbia voglia di rendersi disponibile, cosa che allo stato mi sembra piuttosto remota, si tratterebbe di una scelta da ‘pensionato’ della politica, non accentuerebbe il suo ruolo politico nè accrescerebbe i suoi titoli”.

Secondo il Corriere della sera però, rimarrebbero delle speranze; “Prodi sindaco di Bologna? Ci sta pensando”, è stata la cronaca che della vicenda ha fatto uno dei maggiori quotidiani italiani. La candidatura di Romano Prodi non sarebbe quindi un sogno (o un incubo, dipende dai punti di vista), ma ci sarebbe invece qualcosa di vero, o perlomeno di possibile.

A.S.