Regionali Umbria: cinque candidati per una presidenza

Il parterre degli aspiranti governatori della Regione Umbria è particolarmente generoso. Contro l’isolata candidatura a destra di Fiammetta Modena, attuale presidente del gruppo consiliare del Pdl in Regione, la galassia del centrosinistra locale propone, invece, un’offerta ben più variegata.

Il Pd dà infatti appuntamento il prossimo 7  febbraio al popolo dei gazebo. Sulla scheda i votanti umbri potranno sciegliere tra tre candidati: Mauro Agostini, ex tesoriere di Walter Veltroni, Katiuscia Marini, ex sindaco di Todi riconducibile all’area bersaniana, e Gianpiero Bocci, ex leader della Margherita regionale, vicino all’Area democratica di Dario Franceschini.

Tre nomi che riflettono con precisione le tante anime che popolano il Pd, rimarcandone  la difficoltà di giungere a una sintesi pacifica e condivisa. Se è vero, infatti, che lo strumento delle primarie può e deve essere considerato un mezzo di straordinaria opportunità elettorale – in  smaccata contrapposizione con un certo tipo di politica che manovra le scelte dall’alto – è anche vero che la presentazione di candidati appartenenti ad aree così vicine (quasi sovrapponibili) può suggerire l’idea di una certa confusione intestina.

Ma le “offerte” elettorali a sinistra non si esauriscono qui. E’ stata uficializzata ieri anche la candidatura di Orfeo Goracci, primo cittadino di Gubbio, sostenuto da Rifondazione comunista e Socialismo 2000. La faccenda, adesso, potrebbe complicarsi perché i due partiti richiedono a gran voce di coinvolgere anche il loro candidato nelle primarie di domenica prossima, allargando di fatto la consultazione popolare a tutta la coalizione.

In una conferenza stampa convocata ieri a Perugia, è stato lo stesso Goracci a sparare a zero sui “cugini” democratici: “La scelta che oggi rendiamo nota – ha detto, in riferimento alla sua intenzione di proporsi come aspirante governatore – non solo è necessaria, ma addirittura avremmo dovuto farla qualche settimana fa, perché la gente dell’Umbria non può permettersi di aspettare ancora che il Pd risolva le sue numerose problematiche interne”.

“Facendo in questo modo – ha precisato Goracci – il Pd fa un danno non solo a se stesso, ma a tutto il centrosinistra e ai cittadini umbri. Un danno per il quale dovrebbe chiedere scusa”.

E sulla volontà di partecipare alle primarie, il sindaco di Gubbio ha spiegato: “Io di certo non sono un grande amante delle primarie, ma di fronte a questa incapacità del Pd questa scelta si è rivelata necessaria”. L’epilogo è anche più impietoso: Goracci, infatti, ripercorrendo gli ultmi mesi di attività politica nella sua regione ha detto: “Mentre il Pd è stato capace soltanto di dilaniarsi, senza però essere in grado di intercettare i sentimenti e la realtà della gente comune, questo lavoro è stato portato avanti dal Prc“.

“Anziché di mandati, statuti e ricorsi – ha evidenziato Goracci – noi abbiamo provato a parlare, ad esempio, della grande emergenza del lavoro: ci siamo dimenticati della crisi della Merloni che – ha concluso l’aspirante governatore – sta mettendo in ginocchio 1070 dipendenti”.

L'”affollata” corsa elettorale in Umbria si preannuncia davvero infuocata.

Maria Saporito