Sandra Lonardo: l’esiliata che si candida in Campania

Sandra Lonardo Mastella, la moglie del segretario dell’UDEUR Clemente (Mastella),  si candiderà alle elezioni regionali in Campania, sua regione di origine. Attualmente la Lonardo risiede a Roma per l’esilio dalla  Campania impostole dai magistrati dopo lo scandalo assunzioni all ARPAC, in cui sia lei che il marito erano rimasti coinvolti e che ha portato quest’ultimo alle dimissioni, esattamente due anni fa da Ministro della Giustizia qual’era, sotto il governo Prodi.

Mastella, accusato di vari reati (concorso esterno in associazione per delinquere, due concorsi in concussione (di cui uno ai danni del governatore della Campania Antonio Bassolino), uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due in falso, si dimise  già precedentemente quando fu la mogie ad essere indagata e subito dopo posta agli arresti domiciliari. Ai tempi, il Presidente del consiglio Prodi  respinse le dimissioni, ma il capo dell’UDEUR fu del tutto risoluto nella sua decisione.

Ora la moglie Lonardo ha deciso di candidarsi per il consiglio regionale della Campania. La cosa, a dir la verità è alquanto paradossale e per vari motivi: Innanzitutto è assurdo che la legge permetta di candidarsi per una carica politica che materialmente sarebbe impossibile da assolvere. Ammettendo che la Lonardo vinca, come potrebbe fare avanti indietro da Roma tutte le volte che c’è un consiglio regionale? Il divieto di residenza in Campania  causerebbe esattamente questo infatti,e non potrebbe nemmeno trasferire nuovamente la residenza in un posto “confinante” , in quanto i provvedimenti giudiziari che attualmente la colpiscono implicano il divieto di dimora anche nelle province confinanti.

Lei stessa si definisce “al confino politico” e non potendo fare campagna elettorale direttamente, cerca i consensi attraverso facebook. La pagina dei fan di Sandra Lonardo è piena di messaggi di solidarietà, anche se alcuni sembra mirino più a farsi vedere che a dare un sostengo anche morale, ma concreto.

In un’intervista all’Ansa, Lady Mastella  ha tra l’altro dichiarato che chiederà “la sospensione del provvedimento a mio carico per godere della par condicio nel fare campagna elettorale e perché mi sia garantito il diritto di voto”. E quì  sorge un altro paradosso: Una pena è e deve rimanere tale, non perchè sia a carico della Lonardo, che potrebbe anche risutare innocente alla fine della vicenda, ma non dovrebbe essere possibile chiedere una sospensione, chiederla equivarrebbe a scavalcare il potere giudiziario, che a quel punto non servirebbe più niente. Bisognerebbe invece attendere il corso degli eventi e dimostrare la propria proclamata innocenza con ogni mezzo possibile, niente di più niente di meno.

A.S.