Aids: è stata scoperta la struttura dell’enzima

Dopo 20 anni è stata resa nota la struttura dell’enzima detto integrasi, uno dei principali mezzi con cui il virus HIV si diffonde.
La scoperta giunge grazie ad uno studio condotto in collaborazione tra Gran Bretagna e Stati Uniti ossia tra due importanti istituti universitari: l’Imperial College di Londra e l’Università di Harvard.
La struttura è stata ottenuta tramite la cristallografia: ora si potranno ottenere dei farmaci anti-Aids.

In realtà sul mercato esistono già dei farmaci capaci di combattere l’Aids ma sono stati ottenuti empiricamente, a tentativi. Ora, con queste basi, si potrà capire meglio il funzionamento del farmaco e crearne di molto più efficaci.
4 anni e ben 40.000 test hanno portato a questo importantissimo risultato. Per Peter Cherepanov, coordinatore dell’importantissimo progetto, quanto ottenuto oggi  «è una storia affascinante. Quando abbiamo cominciato sapevamo che il progetto sarebbe stato molto difficile e che in passato erano stati fatti molti tentativi in questa direzione».

Sicuramente un passo in avanti e un’occasione in più per poter riparlare di una malattia ancora diffusissima di cui oggi si parla poco, troppo poco.
Basti pensare alla diffusione del virus HIV nel continente africano. Gli abitanti dell’Africa rappresentano il 12 % di tutta la popolazione del globo: il 60 % dei malati di Aids vive proprio nel continente nero.
In Africa, a differenza che nei paesi occidentali più ricchi, si muore ancora, tutti i giorni, per il virus HIV.
Nell’Africa subsahariana il 6,1 % della popolazione adulta ha contratto il virus; nel 2005 dei 2.8 milioni di morti per l’AIDS, 2 milioni vivevano in quest’area.
Prevenzione e cura diventano oggi un’esigenza improrogabile per tutto il mondo; prevenzione con la diffusione dei contraccettivi adatti e cura con farmaci idonei a contenere la malattia, attendendo che questa nuova scoperta permetta di ottenere composizioni farmacologiche ancora più efficaci.

Valeria Panzeri