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Beppino Englaro contro lo Stato italiano: violenza terapeautica sulla mia Eluana

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In occasione della presentazione sabato scorso a Viterbo del suo libro “La vita senza limiti. La morte di Eluana in uno stato di diritto”, Il padre della sfortunata ragazza si sofferma ancora una volta sulla tragica vicenda che ha colpito per ben 17 anni la sua famiglia.

Ce l’ha con lo stato Beppino, reo secondo lui di essersi completamente disinteressato alla questione per anni e soprattutto essere stato governato da linee troppo etiche e troppo poco pratiche, che hanno imposto ad Eluana un calvario lungo più di 15 anni: “Non è vero che è stata sottoposta ad accanimento terapeutico. La sua è stata una violenza terapeutica. Le è stato imposto un sondino di Stato per 17 anni“.

Papà Englaro prosegue parlando a ruota libera della legge in vigore, che obbliga alla stessa fine infinite Eluana e che è del tutto incostituzionale, in quanto vieta di godere di un diritto fondamentale espresso appunto nel documento redatto dai “padri fondatori” della Repubblica Italiana, quello di poter scegliere se accettare le cure o meno, oltre che limitare fortemente la libertà di un individuo (indipendentemente che sia malato o meno). Il concetto è paradossale: una legge che vieta di godere dei diritti di un’altra legge, superiore alla prima in gerarchia.

“Eluana è stato un puro sangue della libertà” ha poi aggiunto; e in effetti così è stato, anche se quella libertà le è stata concessa solo dai giudici, troppi anni dopo rispetto a quando il destino avrebbe dovuto compiersi. Beppino ha comunque appunto affidato alla magistratura il compito di decidere, magistratura che ringrazia anche per non essere schiava di alcun potere e alla quale è  dedicato il suo libro.

A chi gli ha chiesto di una sua eventuale candidatura politca nelle file del PD, Englaro ha risposto in modo inequivocabile: “Non accetterò alcuna candidatura . Sono e resterò un vecchio socialista. Mi sono iscritto al Pd per sostenere la candidatura di Ignazio Marino alla segreteria nazionale del partito, perché la sua battaglia per i diritti civili era ed è anche la mia. Ma non intendo fare politica. Continuerò a lottare per l’affermazione dei diritti e della libertà di scelta di ogni singolo cittadino”.

Marino infatti, terzo candidato alle primarie del PD dell’anno scorso, fu in prima linea nel sostenere la battaglia di Beppino Englaro, anche dal suo autorevole punto di vista di medico ed è tra quelli che più si sono battuti per cambiare la legge sul “fine vita” attualmente in vigore, legge che affonda le sue radici nella religione cattolica, sostenuta quindi anche e soprattutto dal Vaticano.

A.S.

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