Bergamo: operaio si dà fuoco perché ha perso il lavoro

Bergamo. Aveva 35 anni, ed e’ morto ieri in mattinata al Centro grandi ustionati di Verona, dove era stato ricoverato in quanto aveva ustioni sul 95% del corpo. Questa la ricostruzione del tragico fatto: e’ successo sabato 30 gennaio a Brembate, localita’ alla periferia di Bergamo, erano circa le 11,00 quando Sergio Marra che viveva a Bergamo con la moglie, con la sua auto ha raggiunto la zona industriale di Brembate, ha fermato l’auto in una piazzola, e’ sceso dall’auto,si versato addosso una tanica di benzina e senza esitazione si e’ dato fuoco.

Due passanti, che casualmente avevano assistito alla scena, sono intervenuti subito e con i loro giacconi hanno cercato invano di spegnere le fiamme che avevano gia’ avvolto completamente l’operaio. Poi e’ arrivata una signora che usando l’estintore che aveva in macchina e’ riuscita a spegnere il fuoco. “Una scena terribile – ha raccontato la donna  – l’istinto mi ha fatto prendere l’estintore e ho fatto il possibile“. Purtroppo non e’ bastato.

I soccorritori hanno chiamato il 118, che ha inviato immediatamente un’automedica e un mezzo della Croce Rossa di Capriate, che ha trasportato l’uomo ormai in fin di vita, prima agli Ospedali Riuniti di Bergamo e poi all’ospedale di Verona presso il reparto di Rianimazione grandi ustionati, dove poco dopo e’ deceduto.

Nel frattempo i  carabinieri della stazione di Brembate, hanno provveduto ad avvisare la moglie, la quale ha confermato che il marito era caduto in depressione da quando nel mese di Novembre aveva perso il lavoro : prima la cassa integrazione, poi il licenziamento, in quanto la ditta aveva chiuso. Questa per ora sembra essere la causa che ha scatenato nella mente dell’operaio l’idea del tremendo gesto.

Il segretario della Cgil di Bergamo Luigi Bresciani, commentando questa tragedia, ha detto che c’e’ l’inadeguatezza della società e anche del sindacato.”Purtroppo ci aspettano mesi sempre più difficili – ha aggiunto Bresciani – pensiamo che dopo aver perso 10mila posti di lavoro in provincia di Bergamo nel 2009, se ne perderanno almeno altri seimila entro giugno di quest’anno, perchè molti lavoratori che sono in cassa integrazione non avranno più risorse. Occorre pensare che la gente non deve essere lasciata sola. È importante creare una rete di solidarietà e di aiuto alle famiglie in difficoltà. E questa è una responsabilità delle istituzioni, della politica e dello stesso sindacato. La morte di questo operaio – ha concluso Bresciani – è un segnale che non va sottovalutato. La situazione è pesante e trovo irresponsabile chi sostiene che ormai siamo fuori dalla crisi“.

A buon intenditore, poche parole !

Valeria Panzeri