Berlusconi vuole Israele (che è in Asia) nell’Unione Europea

La nuova idea del Cavaliere è questa: far entrare Israele nell’Unione europea. Il “sogno” di Berlusconi presumibilmente rimarrà tale, se non altro per il fatto che Israele appartiene al continente asiatico.

Bisogna dire però che solo il premier italiano poteva uscirsene con una trovata simile, che in sè è simpatica e addirittura geniale per certi versi. In occasione della sua visita a Gerusalemme dove si è incontrato col collega e amico Benjamin Netanyahu, Berlusconi ha tenuto a sottolineare che “Israele non ha un amico più grande di Berlusconi nella comunità internazionale”.

Senza esentarsi dal muovere critiche alla politica estera israeliana, il presidente del Consiglio del Bel Paese ha “scritto” le tre tracce più importanti per aiutare lo Stato che lo sta ospitando (attualmente preso di mira da politici e militari). Come prima cosa, ha detto Berlusconi, bisogna che Israele fermi gli insediamenti in Cisgiordania, allo scopo di dare un segnale positivo ai suoi nemici; poi c’è il dialogo con la Siria, basato sulla restituzione delle alture del Golan.

Ultimo, ma non meno importante, limitare l’Iran, che un giorno sì e un giorno no, minaccia lo Stato israeliano con attacchi di ogni tipo, tra cui quello nucelare. Ed è proprio il problema di eventuali armi atomiche in possesso del governo di Teheran a preoccupare e a spingere Berlusconi a sollecitare l’Onu perché sanzioni adeguatamente lo Stato iraniano.

“Siamo qui a testimoniare l’amicizia, la vicinanza, la volontà di collaborazione di due popoli vicini”. Il premier italiano si schiera quindi completamente dalla parte dello Stato da anni in guerra contro la Palestina e di conseguenza anche dalla parte degli Usa che, da sempre, sostengono Israele.

L’idea di far entrare quest’ultimo nella Ue è decisamente particolare. Già in Europa esistono differenze talmente marcate tra alcuni popoli che non è possibile, allo stato attuale, annetterli tutti alla Unione, perlomeno così come essi si presentano. Il fatto di proporre un Paese che addirittura sia esterno all’Europa, seppure molto vicino e conosciuto anche per i tragici motivi legati alla Seconda guerra mondiale, è comunque un azzardo, forse eccessivo, anche per il Berlusconi a cui siamo abituati.

Non che l’idea sia così tremenda, ma nell’ipotetico caso in cui i vertici Ue prendessero seriamente  in considerazione la proposta del Cavaliere, probabilmente si scatenerebbero giganteschi problemi di politica estera e nei rapporti internazionali, soprattutto con i Paesi esplicitamente schierati contro lo Stato di Israele. C’è da dire però che è anche possibile che la “sparata” di Berlusconi fosse solo un modo stravagante, come è nelle sue abitudini, di dimostrare la propria vicinanza a un Paese martoriato dai conflitti.

A.S.