Calabrò: il filtro a Internet è “inefficace e restrittivo”

Il presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle telocomunicazioni, Corrado Calabrò, nutre forti perplessità sulla regolamentazione del Web proposta dal decreto Romani. “Un filtro generalizzato su Internet – spiega – da una parte è restrittivo, come nessun Paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”.

 Il provvedimento, che recepisce la nuova direttiva europea in ambito audiovisivo, appare “tanto pesante quanto inefficace, senza contare che – aggiunge Calabrò – è fuori dal quadro della direttiva e questo lo rende in contrasto con la normativa europea: come tale può far sorgere questioni con la Commissione europea che – prosegue il Garante –  indubbiamente farebbe dei rilievi su questo”.

La preoccupazione nasce dal fatto che nessun Paese occidentale ha adottato una misura simile a quella proposta da Romani e questo, sostiene il presidente dell’Agicom, “non è un caso”. E aggiune: “Un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poiché non sappiamo se il sito delinquerà o no, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti Internet sono come la testa dell’Idra, ne chiude uno – afferma Calabrò – e se ne apre un altro”.

La proposta era arrivata dal ministro Roberto Maroni, per evitare il dilagarsi della violenza in Rete, all’indomani dell’aggressione subita da Silvio Berlusconi in Piazza del Duomo a Milano. Da subito aveva creato scalpore, dal momento che si profilava la possibilità di oscurare un numero indeterminato di siti in nome di un contrasto alla violenza di difficile gestione.

Il problema, quindi, potrebbe apparire non solo di carattere pubblico, ma anche politico e potrebbe tradursi nella necessità di concordare un intervento internazionale. “Il problema – spiega ancora Calabrò – è di natura globale e infatti sono in corso colloqui tra Stati Uniti, Giappone e Unione europea per cercare di trovare delle linee di azione concordate”.

Simone Cruso