Commemorazione Shoa: alla stazione tiburtina i passeggeri affollano il binario 1

Ricordare un evento affinchè il tempo non ne cancelli il pensiero, il dolore. Stamane alla stazione tiburtina momento commemorativo legato al 27 gennaio, il giorno della memoria. La prima deportazione degli ebrei di Roma patì proprio da quel binario numero 1, il 16 ottobre del 1943.
La tragedia che colpì gli ebrei romani iniziò dal momento in cui i prigionieri salirono sui 18 vagoni piombati diretti al lager di Auschwitz-Birkenau. Cinque giorni di viaggio per donne, anziani e bambini inutili per la società nazista che li voleva schiavizzare al lavoro dei campi.  824 persone varcarono il confine, solo 16 tornarono.

 Oggi presente alla cerimonia il vice sindaco Mauro Cutrufo commenta: ”la memoria e’ un diritto di chi ha sofferto e un dovere dell’umanita’ e sarebbe un crimine cancellarla”. Ad affiancarlo anche l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, l’assessore regionale al Lavoro Alessandra Tibaldi. A condividere il dolore comune anche il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, e il presidente della comunita’ ebraica di Roma Riccardo Pacifici.

”Abbiamo il dovere, l’obbligo e il desiderio di fare in modo che quello che e’ stato non succeda mai piu’. Occorre ricordare si’ ,ma per preparare un avvenire e un futuro migliore”. Dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, per lui, non bisogna “ricordare il passato solo per nostalgia o per desiderio di rivincita, ma per costruire un avvenire diverso, per ricostruire un avvenire per tutti quelli che sono chiamati a vivere in armonia in un regime democratico come il nostro”.

Il presidente onorario e il presidente della fondazione Museo della Shoah, Giovanni Maria Flick e Leone Paserman facevano strada al sopravvissuto alla deportazione Lello Di Segni e ad alcuni studenti della scuola media Angelo Sacerdoti che erano raccolti attorno a lui: è ancora grande la sofferenza di un popolo, come è forte il potere di ripredersi e di guardare avanti.

Ilaria Salzano