Film in televisione: Jon Bon Jovi in “Il cacciatore delle tenebre”

Questa sera, alle 23:20, Rete 4 trasmetterà il film horror, del 2002, “Il cacciatore delle tenebre“. Diretta da Tommy Lee Wallace, la pellicola è interpretata da Cristiàn De La Fuente, Natasha Gregson Wagner e dalla stella della canzone Jon Bon Jovi. Il lungometraggio è prodotto da John Carpenter, il geniale regista ideatore della pluricelebrata saga di “Halloween”. Il suo nome è una garanzia per il cinema horror e la nostra pellicola, fregiatasi della sua fama, si propone come sequel di un altro suo lavoro: “Vampires“.

Un gruppo di pericolosi vampiri vaga, in territorio messicano, alla ricerca del leggendario crocifisso nero, una reliquia che gli consentirà di esporsi, rimanendo illesi, alla luce del sole. Il cacciatore di “non morti” Derek Bliss (Jon Bon Jovi), si unisce al giovane padre Rodrigo (Cristiàn De La Fuente) e ad un gruppo di coraggiosi volontari tentando di sventare il pericolo…

Trash-horror dalla scenografia apprezzabile, la pellicola si discosta molto dal suo prequel “carpenteriano”. Infatti, se “Vampires” era una aperta polemica al Vaticano, denunciata tramite un finale macabro che dimostrava il coinvolgimento della Chiesa ad attività discutibili, “Il cacciatore delle tenebre” è, semplicemente una storia dalla trama scontata: un uomo cinico e coraggioso, ironico ed ugualmente eroico, caccia delle demoniache creature per “vil denaro”. I Vampiri, dal canto loro, presenze spaventose, rappresentano, esclusivamente, il male. Un po’ “Van Helsing” e un po’ “Zombie”, un po’ “Dracula” e un po’ “Scary Movie”, il film terrorizza e fa sorridere allo stesso tempo.

L’ambientazione gotica è un po’ anacronistica: da una parte è una rassicurante oscurità, unica dimora delle maefiche creature, dall’altra rappresenta la scenografia di un’antica caccia al tesoro, di una lotta per la sopravvivenza di una specie, un po’ superata dal genere horror che, attualmente, ripiega, per lo più, sullo splatter o sulla ghost-story di tipo orientale. Una mosca bianca: ci piace per questo!

Valentina Carapella