I giudici sono con Clooney e Nespresso: lo spot “paradisiaco” rimane

Tutto cominciò con una saga spot a marchio Lavazza, che vedeva come esilaranti protagonisti Paolo Bonolis e Luca Laurenti, coppia d’oro della televisione italiana che ha replicato il suo successo anche nella pubblicità.

L’idea era davvero carina: spedire i due protagonisti dello spettacolo “all’altro mondo”, ovvero nella quiete celestiale e tra le nuvole del Paradiso, con tanto di compagni svampiti e un San Pietro bacchettatore. In origine, si cominciò a girare nel 1995 con Tullio Solenghi e Riccardo Garrone, tuttora presente come San Pietro, e gli episodi in totale da quella data hanno raggiunto la ragguardevole quota delle 60 puntate.

Anni e anni di schetch quindi, all’insegna del doppio senso bonario e della giocosa contrapposizione tra Paolo e Luca, bastonati alternativamente a seconda dei diversi episodi. Per lo spettatore è davvero la certezza di una serialità familiare, una sorta di appuntamento da non mancare, che scandisce periodicamente i ritmi del nostro anno televisivo.

Tutto andava perfettamente per Lavazza fino a quando una casa di caffè concorrente, la svizzera Nespresso, non escogitò la malaugurata idea di fare una lieve variazione sul tema tradizionale dei suoi spot, che da anni vede come testimonial un perfetto George Clooney solito latin lover, trasmettendo una nuova produzione con tanto di gag in cui compare il Paradiso, l’Onnipotente, le nuvolette e tutto quello che rimanda all’immaginario degli spot Lavazza.

La reazione dell’azienda italiana fu immediata e persino Paolo Bonolis gridò personalmente allo scandalo scrivendo un articolo su Vanity Fair, dove accusava Nespresso di plagio, con l’evidente fine di trarre facile vantaggio dal successo di anni e anni di lavoro da parte dei pubblicitari e degli interpreti dei divertenti siparietti.

Il disappunto a mezzo stampa non fu però sufficiente e la Lavazza pensò bene di rivolgersi all’Organismo di autodisciplina pubblicitaria, il Gran giurì, esponendo il caso e chiedendo il ritiro dello spot.

La notizia di oggi è che il Gran giurì ha votato a favore di Nespresso, decretando di fatto il ritorno sugli schermi dei tre minuti incriminati e ammettendo definitivamente quindi anche che il bel George alle porte del Paradiso virtuale della pubblicità.

A questo punto a Lavazza toccherà pensare ad una contromossa per rinnovare i suoi prossimi spot, lanciando magari qualche nuova divertente idea. E sperando però che non venga imitata almeno per i prossimi 10 anni.

Paola Ganci