La strategia militare degli USA punta verso nuovi obiettivi

Robert Gates in compagnia dell'ex Presidente degli USA George W. Bush

L’esercito degli Stati Uniti deve cambiare la sua strategia nella lotta contro una vasta gamma di minacce – dagli attacchi informatici al terrorismo – dice il progetto strategico del Pentagono per il 2010.

Il rapporto sulla Difesa, che avviene con scadenza quadriennale, è stato svelato oggi a Washington, e ha ripreso la questione di come il Paese possa prepararsi a combattere due grandi conflitti allo stesso tempo.
La strategia considera minacce più o meno gravi, come gli attacchi degli hacker sul Web, il riscaldamento globale, o insurrezioni e situazioni di guerriglia.

Sempre oggi il Segretario della Difesa degli Stati Uniti, Robert Gates, ha svelato il budget previsto per il suo dicastero.
Il piano di spesa proposto da Gates per il 2011 ammonta a più di 700 miliardi di dollari (circa 500 miliardi di euro), registrando così un incremento del 2%.
Inoltre nel bilancio non vengono riproposti i tagli radicali alla progettazione e all’acquisto di armi che erano stati attuati l’anno scorso.

Il Pentagono ha il mandato del Congresso per rivedere le priorità della Difesa statunitense ogni quattro anni.
Il rapporto dice che la priorità attuale dell’esercito è di “prevalere nelle guerre odierne“, e cita la necessità di “smantellare le reti terroristiche” in Afghanistan e in Iraq.
Il piano stanzia nuovi fondi per elicotteri, aerei senza pilota (droni) e unità belliche per operazioni speciali, che hanno giocato un ruolo fondamentale in entrambi i conflitti.

Esso abbozza anche un piano di battaglia, con la cooperazione dell’Aeronautica Militare e della Marina, per contrastare le minacce di nazioni come Cina, Iran e Corea del Nord, citando i loro sempre più sofisticati sistemi di contraerea e di attacco.
Il rapporto inoltre identifica per la prima volta il riscaldamento globale come potenziale catalizzatore di instabilità e conflitti nel mondo.

Gli Stati Uniti confermano così la loro consolidata politica del “un colpo al cerchio e uno alla botte”.

Ivan Rocchi