Legittimo impedimento, Bocchino: per approvarlo non serve la fiducia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:11

“Così com’è, il governo non metterà la fiducia perché ha numeri abbondanti“. Italo Bocchino, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, è tranquillo e ottimista: per il “legittimo impedimento” non adombra alcuna difficoltà circa l’approvazione in Aula che, anticipa in un’intervista al Corriere della Sera, “avverrà mercoledì, forse giovedì”.

“È vero che l’Udc – continua Bocchino – avrebbe votato a favore se il provvedimento fosse rimasto a tutela solo del premier, ma ostano motivi di costituzionalità. Pierferdinando Casini mi ha detto – riferisce l’esponente Pdl al quotidiano milanese – che se la tutela sarà estesa ai titolari dei diversi dicasteri, allora il suo partito si asterrà come ha già fatto in Commissione”. Una decisione, quella prefigurata dallo scudo crociato, che non pare affatto impensierire il Pdl, tanto da spingere lo stesso Bocchino ad affermare: “Non c’è alcun dramma”.

A rinfocolare gli entusiasmi all’interno del suo partito ci pensa, del resto, il presidente della Camera, Gianfanco Fini, che ha ufficializzato la condivisione del testo. Questa notizia, evidenzia Bocchino: “rende unito come un sol uomo tutto il Pdl e facilita l’approvazione della legge”.

Una “benedizione” di cui, insomma, all’interno del Pdl si sentiva bisogno per ammutolire i continui rumors che riguardano le presunte tensioni tra i due cofondatori. Oppure, che suggerisce un’interpretazione diversa, secondo la quale Silvio Berlusconi detterebbe, ormai in modo inattacabile, la linea politica all’interno del Pdl, costringendo lo stesso presidente della Camera a una passiva accettazione di ogni sua “indicazione”. 

Sia come sia, Italo Bocchino ostenta grande armonia all’interno del partito di maggioranza e rivolge un’ultima considerazione al chiacchierato “processo breve” che inizia il suo iter in Commissione Giustizia. “Il problema – ha spiegato – è vedere se una legge è giusta o no. Noi del Pdl votiamo leggi a favore di tutti gli italiani. Se poi va a favore anche di Berlusconi non per questo non si deve fare”.

“Non cerchiamo scontri – ha continuato Bocchino – tutti sanno che in Italia la giustizia non funziona bene, che c’è un accanimento giudiziario nei confronti di Berlusconi e che serve una norma – ha concluso – che metta il premier in condizioni di governare”.

Maria Saporito