Tagliati i fondi per il programma spaziale USA: salta il ritorno sulla luna

Il sogno americano di riportare un uomo statunitense sulla Luna sta per svanire, almeno per i prossimi dieci anni. L’ANSA, citando il Washington Post, ha annunciato che la finanziaria per l’anno 2011, che Barack Obama presenterà domani, prevede grossi tagli al programma spaziale a stelle e strisce. Per arginare la crisi economica globale il presidente ed il suo staff hanno deciso di procedere a diminuire i fondi statali in svariati settori, cercando di salvaguardare i servizi sociali, la sanità e la sicurezza nazionale, che significa anche rafforzare la lotta al terrorismo interno.

La NASA, già colpita dalla riduzione dei fondi governativi in tempi recenti, vede notevolmente ridotta la cifra che riceverà nei prossimi anni da Washington. I 230 miliardi di dollari destinati dalla precedente amministrazione allo sviluppo del programma spaziale nei futuri dieci anni verranno significativamente ridotti.

Il progetto Constellation che avrebbe dovuto riportare gli americani sul nostro satellite viene fortemente rallentato, se non addirittura momentaneamente fermato.

Oltre a ciò si pone un ulteriore grosso problema. Come già riportato da Newnotizie, gli Space Shuttle andranno in pensione nel 2010 dopo aver raggiunto il numero massimo di ore di volo e dovrebbero quindi essere sostituiti. I nuovi veicoli, tra cui il missile Ares, che erano in corso di progettazione o testing non potranno vedere completato il proprio processo di sviluppo. Il Washington Post ritiene che la costruzione del vettore destinato a sostituire lo shuttle verrà appaltato per la prima volta ad aziende private. L’altra alternativa sarebbe quella di procedere ad una pesante manutenzione degli shuttle per permettere il prolungamento del loro servizio. Quest’ultima possibilità però porrebbe dei seri rischi quali, ad esempio, l’aumento delle probabilità di incidenti.

Il giornale della capitale rimarca anche che il Congresso darà filo da torcere al presidente. In particolare Obama troverà una dura opposizione da parte dei lobbisti legati all’industria aerospaziale che useranno come arma di battaglia le possibili ricadute negative dei tagli sull’occupazione in molti stati.

 Valeria Panzeri