Torino, la Polizia cerca l’assassino del quindicenne accoltellato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:48

E’ caccia all’assassino di George M., il quindicenne romeno ucciso due giorni fa a Torino per una sigaretta negata e un cellulare. Gli investigatori della Squadra mobile, che sperano di trovare tracce biologiche dell’aggressore sui vestiti della vittima, hanno continuato a confrontare per tutta la giornata le testimonianze raccolte. Si cerca un giovane, forse anche lui romeno, di qualche anno più grande di George: alcuni passanti lo hanno visto circondare la vittima insieme agli amici, nei giardini pubblici di via Vibò, e poi fuggire.

Intanto ieri è stato il giorno del dolore e della rabbia per i parenti e gli amici della vittima, che si sono dati appuntamento in via Vibò per l’ultimo saluto al ragazzo: «E’ una morte assurda», hanno urlato. Lacrime, preghiere, mazzi di fiori nella strada dell’omicidio. Le sciarpe della Juventus e della Dinamo Bucarest, le squadre del cuore del quindicenne, attaccate a un palo della luce. Poco più in là, in mezzo a un’aiuola, due lenzuoli stesi. Sul primo hanno scritto: «Ciao angelo, per sempre», mentre su quello accanto hanno disegnato un grosso cuore blu attorno al nome «Giorgino». Un altro striscione, «ma un cuore con le ali lo hai avuto solo tu», è comparso nella vicina via Breglio, sotto l’abitazione della vittima, dove la mamma, Elena, si è chiusa nel suo dolore. «Era davvero un bravo ragazzo, un giovane tranquillo e spensierato – hanno detto di lui alcuni vicini di casa -. Andava a scuola, voleva fare il grafico e frequentava la parrocchia – hanno raccontato – non aveva mai dato problemi alla sua famiglia. Non riusciamo a credere che se ne sia andato così, per una sigaretta. Il nostro – hanno spiegato – è un quartiere di periferia, con tanti problemi, ma non siamo il terzo mondo. Speriamo che prendano presto l’assassino».

Per ora, però, di lui non ci sono tracce. Anche gli amici del ragazzo lo cercano ed è probabile che sappiano meglio di tutti dove trovarlo, perfino meglio della Polizia. Infatti, avevano già avuto a che fare con la banda di bulli romeni ed è probabile che quella di ieri non sia stata la prima discussione tra i due gruppi. Ieri, alcuni amici del ragazzo morto si sono fatti vedere nei luoghi frequentati dagli aggressori e hanno dichiarato i loro propositi di vendetta.

E la rabbia cresce anche nelle vie intorno all’aggressione. Nel tardo pomeriggio una folla inferocita, 200 giovani e quasi altrettanti curiosi, si è formata davanti a un bar, dove le forze dell’ordine sono intervenute per una rissa. Gli amici di George sono corsi subito sul posto: si era sparsa la voce che avessero preso l’assassino, ma era un falso allarme.

Maria Elena Tanca

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