Umbria: Agostini via dalle primarie, PD nel caos

Mauro Agostini, ex tesoriere del Partito Democratico e primo a scendere in campo per le primarie di partito già diverse settimane fa, si è ufficialmente ritirato dalla corsa che, domenica prossima, dovrà selezionare il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali in Umbria.
Agostini, uomo di fiducia di Veltroni, era stato inizialmente espressione di “Area democratica”, la minoranza del partito, che non accettava la ricandidatura di Rita Lorenzetti, di area bersaniana. Negli ultimi giorni, però, la minoranza del partito aveva subito un ulteriore spaccatura, che aveva portato alla candidatura di Gianpiero Bocci, vicino a Franceschini.

Agostini ha spiegato di aver assistito, all’interno della sua area, ad un “tripudio di trasformismo nella cruciale giornata di sabato”.
“Abbiamo – ha detto, argomentando il suo ritiro – dovuto subire anche lo spettacolo di una dichiarazione di Marina Sereni che ha testualmente affermato: ‘Se dalla riunione dell’area Bersani in corso in questo momento uscisse non il nome della Marini ma quello di Bottini, Bocci si ritirerebbe e sosterremmo lui’. La manovra politica allo stato puro senza alcun riferimento non dico di carattere valoriale ma neanche programmatico. […] Tutto questo non mi appartiene né mi può vedere in alcun modo coinvolto”.

Agostini, intanto, promette di darsi subito da fare, fin dai prossimi giorni, per dare vita ad una associazione che si muoverà all’interno del PD per “promuovere un nuovo modo di fare politica”. L’ennesima corrente?

La Federazione della Sinistra (Prc – Pdci – Soc2000 – Lavoro & Solidarietà), terza forza politica della regione con oltre il 6% dei consensi, ha intanto voluto palesare, con la candidatura del sindaco di Gubbio, Orfeo Goracci, il proprio dissenso verso l’atteggiamento del Partito Democratico che rischia di destabilizzare la coalizione oggi al governo della regione a causa dei propri problemi interni.

Vinti, portavoce della Federazione, ha chiesto che il Partito Democratico trasformi le primarie di domenica prossima, che vedrebbero al momento solo lo scontro fra bersaniani e franceschiniani, in primarie di coalizione, per coinvolgere l’intero popolo del centrosinistra.
“Il Pd umbro – ha detto durante una affollatissima conferenza stampa – non può scipparle al popolo del centrosinistra. Come in Puglia, anche qui devono scegliere i cittadini”.

“Negli ultimi quattro anni – ha aggiunto Calistri, sempre della FdS – il centrosinistra in Umbria ha perso il 2,5 per cento dei propri consensi, passando dal 63 per cento al 53 e riducendo il distacco tra Pd e Pdl a 10 mila voti. Lealtà e pazienza nei confronti del Pd non ci sono mancati: a loro abbiamo sempre riconosciuto il diritto di esprimere il candidato presidente […] Tuttavia di fronte a questo spettacolo non proprio edificante abbiamo deciso di indicare Goracci come nostro candidato. A questa sfida delle primarie siamo pronti, e abbiamo pure un grande candidato”.

Mattia Nesti