Ad Haiti mezzo milione di sfollati

A diverse settimane dal terribile terremoto che ha colpito lo stato più povero dell’emisfero occidentale, Haiti, ancora non è pienamente chiara l’entità esatta del disastro, il numero dei morti, dei dispersi, e dei feriti.

L’ultimo dato, che sembra essere comunque una stima ottimistica, è quello che parla degli sfollati, che sono centinaia di migliaia, più di mezzo milione nella sola capitale Port-Au-Prince, letteralmente svuotata tra i morti, gli evacuati e chi è scappato di propria iniziativa, lasciando i sopravvissuti rimasti in città in preda alla paura e alla violenza, nonchè alle difficoltà nel continuare una vita che sembra impossibile.

Chi è fuggito si è rifugiato in case di parenti o amici, lontani dalla capitale. L’arrivo in massa di migliaia di nuovi abitanti ha provocato forti rincari dei prezzi di beni di prima necessità e alimentari, causando problemi economici e di reperimento del cibo non solo per i civili colpiti dal terremoto, ma anche per gli abitanti di zone non colpite, che si vedono aggravata la situazione economica già totalmente disastrata da prima della tragedia.

In molte città non sono nemmeno presenti gli aiuti internazionali, concentrati nella capitale, che comunque era la città con le migliori infrastrutture, e non è facile raggiungere le zone più interne e isolate del paese, dove non si conosce nemmeno l’entità della distruzione provocata dal terremoto. Le perlustrazioni si limitano ai dintorni della capitale ed alcune città vicine, dove si segnala la distruzione di circa il 70% degli edifici e molte altre migliaia di vittime.

Terminata ragionevolmente da qualche giorno la speranza di trovare altri sopravvissuti, ora l’attenzione si sta spostando sull’aiuto ai sopravvissuti non solo della capitale ma anche delle zone interne, e inizierà un primo piano di ricostruzione dei servizi essenziali come l’acqua potabile e l’elettricità, che non era nemmeno presente in molte zone prima del terremoto. Anche gli ospedali e centri di ricovero sono indispensabili.

L’aiuto della comunità internazionale ad Haiti dovrà durare molti anni per cercare di risollevare il paese.

Nadir Carmellini