Bertolaso e l’inutilità del G8 a l’Aquila

“Spostare il G8 all’Aquila aveva un obiettivo: far toccare con mano ai grandi della Terra la sofferenza di chi e’ stato colpito da un terremoto e fargli capire come gestire un’emergenza”. Così Bertolaso ha giustificato il grande trambusto messo in atto dal Governo italiano per spostare l’incontro dei grandi della terra dall’isola della Maddalena, dove originiariamente avrebbe dovuto svolgersi a l’Aquila, teatro della tragedia dovuta al terremoto dell’anno scorso.

Il capo della Protezione Civile sostiene però che l’iniziativa in grande stile non sia servita assolutamente a nulla; i “capi” del Pianeta non hanno capito, o non hanno visto. Partendo da questa evidenza Bertolaso torna a criticare la gestione da parte delle forze internazionali del più recente terremoto di Haiti.

Oggi mi rendo conto che ciò non è servito e il sogno cullato non si è realizzato. Quello che sta accadendo a molti chilometri dall’Aquila, come ripetono anche oggi giornali nazionali e internazionali, lo dimostra”.

Il “guru” delle emergenze, sul quale comunque infuriano quotidianamente diverse polemiche, si riferisce a ciò che aveva detto pochi giorni fa, riguardo al fatto che si fosse creata ad Haiti una situazione “patetica”.

“Gli americani tendono a confondere l’intervento militare con quello di emergenza. Si viene qui si dà un po’ da mangiare, bere e il problema per loro è risolto, ma è una contraddizione se non si pongono le basi per la vita futura”

Come ragionamento ci potrebbe anche stare, però bisogna tenere presente  una cosa: Il terremoto di Haiti non è quello dell’Abruzzo; anche questo, forse, sarebbe da tenere in considerazione. La portata dell’evento è catastrofica e non solo per il territorio ( più vasto) e il numero di persone coinvolte ( infinitamente maggiore rispetto alla vicenda italiana), ma anche per il fatto che le strutture di soccorso presenti sul territorio erano molte di meno, meno avanzate e quelle che c’erano sono quasi tutte andate distrutte.

Di conseguenza, praticamente la totalità degli aiuti è dovuta venire dall’esterno e arrivare via mare dagli Stati Uniti, o dall’Italia ad Haiti è infinitamente  diverso da giungere in Abruzzo dalle Marche, o volendo anche dalla Lombardia che da l’Aquila è molto più lontana. Inoltre, non per essere esterofili, ma se proprio vogliamo dirla tutta, la prima nave ospedale entrata in contatto con le vittime di Haiti è stata la USNS Comfort, della marina degli Stati Uniti, 5- 6 giorni dopo il terremoto, la nostra Cavour, che tra l’altro è decisamente meno prestazionale è arrivata poche ore fa, a quasi un mese di distanza.

Che poi ogni cosa sia migliorabile non c’è dubbio, e non c’è nemmeno dubbio sul fatto che Bertolaso sia uno di quelli che ci sappia fare, ma anche lui deve riconoscere i suoi limiti e i limiti in generale degli umani nell’intervenire in un’emergenza, soprattutto quando quest’ultima è di proporzioni mai viste fino ad ora.

In sostanza le dichiarazioni del capo della Protezione Civile, sia quelle fatte su Haiti, sia quelle odierne sembrano parzialmente fuori luogo; non tengono conto infatti della diversa dimensione di quelle che comunque rimangono due tragedie, ma molto differenti, purchè tra esse sussistano alcuni parallelismi  ed in un certo qual modo si assomiglino.

A.S.