Di Pietro scende in campo con chi riabilita Craxi?

Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, è sceso in campo in prima persona, ieri, per annunciare il sostegno del suo partito a Filippo Penati alle prossime elezioni regionali in Lombardia.
Penati “che ha già dimostrato – ha detto Di Pietro a “Il Corriere della Sera” – di saper ben amministrare e governare nell’interesse dei cittadini e non delle lobby. […] Mi sembra di essere tornato agli anni Ottanta, quando venne scoperto il sistema delle tangenti creato dal socialista Antonio Natali per la metropolitana di Milano. Allora c’era la Milano da bere, adesso c’è la Lombardia da mangiare”.

Peccato che nei primi anni in cui nacque la Milano da bere di craxiana memoria, che fu proprio Di Pietro a destabilizzare con le inchieste di Tangentopoli, era sindaco della città il socialista Carlo Tognoli, uno dei primi parlamentari in carica a ricevere un avviso di garanzia, nel ’92, durante Mani Pulite.
Proprio quel Carlo Tognoli, uomo di fiducia di Craxi, cui Penati, a dicembre, aveva offerto un posto in lista per le prossime elezioni.
“Nella mia lista? – aveva detto a “Affari Italiani” – Se Tognoli volesse ne sarei lusingato”.

Offerta poi rifiutata dall’ex sindaco, che aveva però ringraziato il candidato democratico alla presidenza “delle belle parole nei miei confronti e nei confronti di Bettino Craxi“.
“Come per tutte le grandi personalità politiche, – aveva detto il 19 gennaio, in occasione dell’anniversario della morte dell’ex leader socialista – credo che ci siano stati errori che non vadano nascosti. Però non va neppure omessa una riflessione sulle cose positive e sulla capacità di innovazione politica che lui ha dimostrato […] E’ arrivato il tempo di evitare le divisioni per aprire lo spazio a una riflessione storico-politico serena, che non nasconda quelli che furono gli errori di Craxi ma che non ometta di riconoscere i suoi meriti”.

Proprio in quelle ore, Antonio Di Pietro, si scagliava furente, insieme a Beppe Grillo, contro le celebrazioni dedicate ad un “latitante” e ad un “delinquente”.
Che la coerenza non fosse la miglior dote del leader dell’Idv lo si sapeva, ora, però, si esagera un pò.

Vittorio Angoletto, intanto, ha annunciato la sua candidatura sostenuta dalla Federazione della Sinistra.
“Mi presento con quattro punti fondamentali. – ha detto – Dico basta alla privatizzazione della sanità […] e non voglio permettere che oltre il 90% dei fondi destinati alla scuola siano dati agli istituiti privati”.
Poi “la questione del lavoro affrontato fino ad oggi solo con le parole […] e l’attenzione all’Expo che porta al saccheggio di Milano e facilita la penetrazione della mafia”.

“Da indipendente – ha aggiunto – mi rivolgo non solo alla mia lista ma al popolo della sinistra che fa riferimento a Sinistra e libertà che non capisco come qui accetti la candidatura di Penati imposta da Roma e poi in Puglia sia nostra alleata per sostenere Vendola. Mi rivolgo all’Italia dei Valori: mi chiedo come faccia a votare Penati che vuole rivalutare Craxi”.

Mattia Nesti