Film in televisione: Ridley Scott e “Il genio della truffa”

Questa sera, alle ore 23:55, la terza rete Mediaset trasmetterà la commedia, del 2003, “Il genio della truffa” (titolo originale “Matchstick Men”). La pellicola, diretta dal grande Ridley Scott (“Il gladiatore”, “Alien”, “Hannibal”, “Blade Runner”), è interpretata da Nicolas Cage e Sam Rockwell. L’opera si ispira all’omonimo romanzo di Eric Garcia.

Roy (Nicolas Cage) e Frank (Sam Rockwell) sono soci in affari. Truffatori di professione, sono molto diversi l’uno dall’altro. Mentre Frank è una sorta di allievo, Roy è un genio del settore. Tanto sicuro nella sua attività, è, però, altrettanto inetto nella vita privata: soffre di ogni tipo di tic nervoso, è agorafobico e maniaco dell’ordine. Come se non bastasse si tormenta ancora per l’abbandono, avvenuto quattordici anni prima, da parte della moglie incinta. Sollecitato dal suo psicanalista, incontra la propria figlia, ormai adolescente che, con gran stupore di Roy, vorrebbe imparare il suo mestiere…
Un aggettivo per Ridley Scott: poliedrico. La sua produzione spazia dall’horror alla fantascienza, dal genere bellico a quello storico, dal poliziesco alla leggenda. Una caratteristica accomuna, però, la maggiorparte dei suoi lavori: si tratta, quasi sempre, di Kolossal. Non questa volta: quello che ci troviamo di fronte ha le fattezze di una commedia. E come tutte le commedie, “Il genio della truffa” fa sorridere. Manca, inoltre, qualsiasi tipo di effetto speciale (se si eccettua un’unica scena di allucinazione). Dicevamo, “fa sorridere”, è vero. Tuttavia è un umorismo amaro, una comicità che fa anche riflettere, come nella tradizione del grande cinema “leggero”. Non mancano, nella pellicola, infatti, riferimenti al disadattamento, alle manie della moderna società, alla morale di un lavoro disonesto, alla sofferenza per un abbandono. Questi già numerosi elementi sono conditi da un pizzico d’azione, colpi di scena e battute esilaranti piazzate nei dialoghi con il giusto ritmo. Tutto nello stile del regista che è, ormai, una garanzia.
Valentina Carapella