Legittimo impedimento: pioggia di emendamenti dall’opposizione

Il Guardasigilli, Angelino Alfano

Lo scontro alla Camera sul discusso “legittimo impedimento” si preannuncia duro. Sia la maggioranza che l’opposizione hanno infatti allertato i deputati e invitato loro a presenziare (senza eccezioni) oggi e domani l’Aula per dare il loro irrinunciabile contributo alla votazione della norma che, per entrambi gli schieramenti, rappresenta un passaggio di notevole importanza.

Per contrastare il ddl che permetterebbe al premier Silvio Berlusconi e ai suoi ministri di evitare le aule di tribunale nel caso in cui venissero convocati, l’opposizione rappresentata dal Pd e dall’Idv ha presentato oltre 270 emendamenti. Le discusisioni alla Camera inizieranno alle 11.00 di questa mattina, mentre la votazione finale è prevista già per domani. Un arco di tempo striminzito, dunque, durante il quale le forze dell’opposizione tenteranno di ribaltare la situazione, sebbene i “giochi” sembrino già decisi.

Tutti gli emendamenti che verranno illustrati in Aula, infatti, sono già stati valutati dalla maggioranza in Commissione Giustzia e hanno incassato un severo e categorico “niet”. Non solo. Anche i numeri alla Camera sembrano giocare decisamente a favore dell’approvazione. “C’è un’assoluta concordanza – ha detto Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl –  da parte della maggioranza, con Pdl e Lega e mi sembra che ci sia un atteggiamento riflessivo da parte dell’Udc, quindi c’è un largo schieramento parlamentare”.

Il riferimento di Cicchitto riguarda la decisione ufficializzata ieri dal leader dello scudo crociato che ha promesso di votare a favore della norma nel caso in cui questa dovesse interessare solo il presidente del Consiglio e di astenersi nel caso in cui, invece, venisse estesa anche alla squadra dei ministri.

La considerazione di Casini ha, però, già incrociato la risposta tecnica di Enrico Costa, relatore Pdl  della proposta di legge: “Non possiamo farlo – ha spiegato, in riferimento alla eventualità di concedere la sospensione dai processi solo al premier – perché ci sarebbe un problema di incostituzionalità. Il consiglio dei ministri è un organo collegiale, l’ha detto anche la Consulta, e non possiamo fare un trattamento diverso – ha concluso Costa – soltanto a un componente del Consiglio”.

La “morte annunciata” dell’opposizione sembra quindi prossima alla definizione. Soltanto clamorose defezioni nelle schiere della maggioranza potrebbero sostenere le speranze del Pd e dell’Idv. Dalla loro parte, si schiera ancora una volta, l’Anm (Associazione nazionale magistrati) che si oppone categoricamente alle proposte avanzate dalla maggioranza in materia di Giustizia.

“Sono riforme distruttive – hanno spiegato il presidente dell’Anm, Luca Palamara, e  il segretario, Giuseppe Cascini, incontrando i giornalisti della stampa estera – in particolare processo breve, immunità e legittimo impedimento“. Uno sfogo che i rappresentanti dei magistrati hanno voluto fare per denunciare l’anomalia tutta italiana di un governo sempre più orientato, a loro parere, a confezionare leggi “ad personam” che violano i dettami fondamentali della Costituzione.

Maria Saporito