Muhammad Yunus si “expone” a Milano

 

Ieri sera Milano ha ospitato Muhammad Yunus, Nobel per la pace nel 2006. L’economista è noto per aver fondato Grameen Bank (“la banca del villaggio”), nata per sostenere il microcredito in Bangladesh, poi diventata un modello internazionale.

Muhammad Yunus

L’Expo 2015 è stata l’occasione per ascoltare la sua relazione sul tema della serata, “Un mondo senza povertà”, organizzata al Teatro Dal Verme.

Perché il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha deciso di invitare uno dei più qualificati esperti di microcredito nel capoluogo lombardo? L’esperienza del “banchiere dei poveri” impegnato in una realtà difficile come quella del Bangladesh sembrerebbe poco utile alla metropoli milanese.

Eppure una pubblicazione curata proprio dal Comune di Milano descrive i progetti di microcredito già avviati sul territorio, ammettendo che nuovi investimenti nel settore sono necessari, soprattutto in un periodo di crisi.

Yunus ha chiesto di non concentrarsi esclusivamente sulla crisi finanziaria, che ha attirato l’attenzione dei mass media, ma di avere uno sguardo globale che non dimentica la crisi del cibo nei Paesi sottosviluppati e una crisi del lavoro che sta colpendo in tutto il mondo. Le vere vittime di questa fase, secondo Yunus, sono coloro che vivono al “fondo” della società, “invisibili” cui bisogna dare attenzione, lavoro e, soprattutto, speranza.

Per l’economista l’idea vincente di Grameen Bank è stata proprio quella di creare lavoro e opportunità per gli altri, abbandonando la ricerca dell’arricchimento ad ogni costo. Questa crisi economica dovrebbe insegnare che quel modello, della massimizzazione dei profitti, è superato. I successi ottenuti dal social business, che Yunus ha descritto partendo da esempi concreti condotti in Bangladesh, indicano che un’altra strada è possibile e che, per usare parole sue, è possibile trasformare la povertà da presenza quotidiana nella vita delle persone a reperto da museo. Perché la povertà, afferma il “banchiere dei poveri”, non è nelle persone, ma è loro imposta da un sistema che crea ingiustizia sociale e che, visti i recenti avvenimenti, non funziona.

La sfida di A world without poverty, titolo di uno dei suoi libri più famosi, si lega così al tema dell’Expo 2015, sintetizzato nello slogan “Feed the world”. Tuttavia le critiche lanciate all’Italia per il suo scarso impegno nei confronti nei Paesi poveri, i dati sull’economia e sul lavoro in Italia e nel mondo, le polemiche e i problemi connessi all’Expo ci dicono, nonostante l’energia e la capacità propositiva di Yunus, che il traguardo di un mondo senza povertà è ancora lontano.

Laura Denaro