Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo Ad Haiti i morti sono più di 200’000

Ad Haiti i morti sono più di 200’000

Dal giorno del terremoto sono state rese note molte stime , che sono variate da poche decine di migliaia a molte centinaia di migliaia di vittime.

A distanza di un tempo considerevole i dati sono via via più coerenti con la situazione e il quadro non appare certo migliorato. I soccorritori e le organizzazioni parlano ora di almeno 200’000 morti dati per certi, dei quali oltre 180’000 nella sola capitale Port Au Prince.

Il governo conferma la cifra, aggiungendo che anche 300’000 feriti sono stati o sono tuttora ricoverati nei diversi centri di soccorso, migliaia le amputazioni e i danni permanenti.

Quasi 300’000 abitazioni sono inoltre completamente distrutte, generando un enorme numero di sfollati che stanno delineando una grave situazione. Ancora c’è molto bisogno di aiuto nel Paese, che non potrà far fronte alla tragedia da solo per molto tempo, forse almeno un decennio.

Gli aiuti promessi da tutti i Paesi sono impressionanti, anche se solo il 20% è stato effettivamente reso disponibile e operativo, come denuncia il Washington Post. La somma totale dovrebbe avvicinarsi intorno ai 2 miliardi di Euro solo per il 2010, dando prova di una solidarietà senza precedenti da parte della comunità internazionale, peraltro in una situazione dove ancora non si è usciti dalla crisi economica.

Il problema principale della gestione delle risorse sono i ritardi, causati da mancanza di un coordinamento e dalla definizione delle priorità, che causano slittamenti e polemiche sulla macchina dei soccorsi, che è gigantesca e va gestita alla perfezione.
Anche la portaerei italiana Cavour è giunta ad Haiti dopo un lungo viaggio, portando con sè tantissimi aiuti, personale militare e sanitario, e finanziamenti.

Ora la sfida riguarda sfollati e gestione dei sopravvissuti, che hanno bisogno di tutto, dal ciubo alle medicine, alle infrastrutture devastate e un incentivo per la ripresa economica che in un prossimo futuro potrebbe in fondo cambiare il volto del Paese, da sempre tra i più poveri.

Quindi, naturalmente questa tragedia ha portato una terribile sorte in una terra già martoriata, ma – forse grazie all’impulso dato alla ricrescita – potrà nascere un Paese nuovo e più sicuro.

Nadir Carmellini