Approvato dalla Camera il legittimo impedimento

La Camera dei Deputati ha ufficialmente approvato il disegno di legge inerente il legittimo impedimento, con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astenuti.
Ha votato a favore l’intera maggioranza, i deputati del Popolo delle Libertà, invitati negli scorsi giorni da Cicchitto e Lupi ad essere presenti in aula per l’intera settimana al fine di evitare “sorprese”, e i leghisti.

Andava fatta – ha commentato a caldo Umberto Bossi – e l’abbiamo fatta; c’è sempre qualche moralista, ma questa è la dimostrazione che la maggioranza è molto forte”.
Durante la dichiarazione di voto, inoltre, Roberto Cota ha spiegato come la legge metta in condizione i ministri e il Presidente del Consiglio di portare a termine senza ostacoli il mandato assegnatoli dai cittadini.

Non ci entusiasma, – ha detto Michele Vietti, a nome dell’Udc che ha scelto di astenersi – in un Paese normale non se ne discuterebbe. Ma questo, ahimè, non è un Paese normale”.
L’esame del processo breve a Montecitorio – ha aggiunto il centrista Roberto Rao – sarà sospeso almeno fino a giugno“. Il partito di Casini, infatti, aveva deciso di presentare il disegno di legge sul legittimo impedimento per “trovare una soluzione alle vicende giudiziarie del premier” Silvio Berlusconi, ottenendo in cambio dal Governo l’assicurazione che l’iter del processo breve avrebbe subito uno stop.
Una trattativa ambigua, che ben spiega quali siano i veri obiettivi della maggioranza.

“Berlusconi – ha detto il segretario del Pd Bersani, in un intervento applaudito dall’intera opposizione – non vuol farsi giudicare e blocca l’Italia […]  Se aveste la forza di rinunciare, se (il premier, ndr) fosse uno statista, vi sarebbe una svolta […] (Ma) non udremo uno statista dire: ‘Affronto a viso aperto i miei problemi e intanto voi risolvete le cose che vanno risolte'”.

Duro anche Antonio Di Pietro, con i deputati dell’Italia di Valori che, al momento del voto, hanno esposto in aula cartelli contro il premier, con scritto “gli intoccabili” e “la casta esulta, l’Italia affonda”, scatenando la reazione dei parlamentari della maggioranza che hanno intonato cori come “scemi, scemi” e “Contrada, Contrada”, riferendosi alle foto uscite ieri di una cena, avvenuta nel 1992, cui erano presenti uomini dei servizi segreti e l’ex-magistrato simbolo di Mani Pulite.

“Una cosa è il legittimo impedimento perché ti sei rotto una gamba e sei in ospedale, un’altra è dire ‘faccio il ministro e il lavoro mi blocca’. – ha detto in aula Di Pietro – Prenditi un sabato mattina per andare in tribunale, invece di andare a sciare o andare con la Noemi di turno […] Oggi è in corso un omicidio della legalità”.

Dura anche la Federazione della Sinistra.
“(Il legittimo impedimento, ndr) a noi, da cittadini, – si legge in una nota diffusa in serata – ci fa letteralmente schifo però poniamo a Berlusconi la seguente domanda: perchè per i suoi impegni istituzionali non trova mai il tempo per difendersi nei gravissimi processi penali che lo riguardano ma trova tutto il tempo per difendere i propri interessi economici e patrimoniali nella causa di divorzio con Veronica Lario?

Mattia Nesti