Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Berlusconi-Espresso: chiesta archiviazione aggiotaggio

Berlusconi-Espresso: chiesta archiviazione aggiotaggio

il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Si placa una prima tranche della contesa che ha come protagonisti, schierati in trincee rivali, il gruppo editoriale “L’Espresso” e Silvio Berlusconi. La vicenda, che riscosse una grande risonanza mediatica, risale al primo giugno dello scorso anno quando il Premier, intervenendo a Santa Margherita Ligure durante l’assemblea dei giovani di Confindustria, dichiarò l’esistenza di un progetto eversivo attuato nei propri confronti e invitò tutti gli imprenditori a non acquistare pubblicità sui media disfattisti e catastrofisti “che cantano la canzone della crisi”.

Fu rapida e consequenziale la reazione del gruppo editoriale “L’Espresso”, gruppo guidato dalla famiglia De Benedetti, che diede mandato ai propri legali di avviare azioni a tutela della società poiché, come chiariva una nota, in quell’occasione si è “accusato il quotidiano La Repubblica di un attacco eversivo” e si è cercato di istigare “gli industriali a boicottare ed interrompere gli investimenti pubblicitari“.

E’ di oggi, invece, la richiesta indirizzata al gip da parte del procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, di archiviare l’accusa a carico di Silvio Berlusconi al quale veniva contestato il reato di aggiotaggio. Il reato di aggiotaggio è un illecito in cui incorre “chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci”. In definitiva tuttavia, in virtù delle argomentazioni del pm Greco, le parole pronunciate dal Premier non arrecarono al titolo del gruppo editoriale “L’Espresso” alcun deprezzamento e quindi non è da ravvisare il reato di aggiotaggio.

Nel contempo per un secondo filone d’inchiesta che riguarda le accuse di diffamazione e abuso d’ufficio, ipotizzate nei confronti del Presidente del Consiglio e relative alla stessa vicenda, è stato deciso dal pm il trasferimento presso la procura di Chiavari (Genova) per competenza territoriale.

Michele De Chirico