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Berlusconi in Israele: le leggi razziali furono un’infamia

“E’ per me un grande onore, è un grande onore per l’Italia, parlare in questa nobile assemblea che è il simbolo stesso dei valori democratici su cui si fonda il vostro Paese”. Così il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, ha aperto il suo discorso alla knesset, il parlamento israeliano, alla presenza del presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres, e del premier Benjamin Netanyahu.

“Questo Parlamento – ha detto Berlusconi – testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato ebraico libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l’orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che – ha continuato il premier italiano – ha radici profonde nella Bibbia e nell’ideale sionista”.

Il presidente del Consiglio ha quindi affrontato un argomento particolarmente faticoso, riferendosi alle leggi razziali che anche in Italia condussero alla ghettizzazione e alla deportazione di molti ebrei. “Purtroppo – ha ammesso – nel 1938, lo voglio ricordare, l’Italia si macchiò dell’infamia delle leggi razziali, che contraddissero secoli di civiltà cosmopolìta e di rispetto umanistico della persona e della sua dignità“.

“Ma il popolo italiano – ha continuato Berlusconi al cospetto dei membri della Knesset – trovò la forza di riscattarsi attraverso la lotta di liberazione dal nazi-fascismo e trovò anche il coraggio di molti eroi civili, tra cui Giorgio Perlasca, che agì da giusto fra le nazioni mettendo in salvo numerosissimi ebrei”.

Torna poi a rivolgere l’attenzione sul Paese che lo ha affettuosamente accolto e dal quale si congeda rivolgendo un accorato: “Grazie di esistere”. “La sicurezza di Israele nei suoi confini – ha continuato il capo del Consiglio italiano – e il suo diritto di esistere come Stato ebraico sono per noi una scelta etica e un imperativo morale contro ogni ritorno dell’antisemitismo e del negazionismo e contro la perdita di memoria dell’Occidente”.

“La soluzione di due Stati, due popoli – ha proseguito Silvio Berlusconi – appare condivisa, oltre che da voi e dalla leadership palestinese, anche dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dai più importanti partner del mondo arabo”.

Poi rinnova il suo invito ad accogliere Israele all’interno della Unione Europea: “Il vostro posto – ha ribadito Berlusconi – il posto di Israele deve essere tra le Nazioni dell’Europa, come membro a pieno titolo dell’Unione Europea. Questo è il mio sogno, questo è il mio augurio”.

La visita istituzionale di Berlusconi in Israele si concluderà nel pomerggio di oggi quando il premier italiano si sposterà a Betlemme per un altro appuntamento storico: il primo colloquio in terra di Palestina con il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen. In questa occasione il Cavaliere tenterà di riannodare i fili della difficle trattativa tra i due Paesi e di rimarcare la volontà internazionale di giungere a una pacifica convivenza.

Maria Saporito