Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Politica Brunetta: meno garanzie ai padri per aiutare i “bamboccioni”

Brunetta: meno garanzie ai padri per aiutare i “bamboccioni”

“Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l’articolo 18 (contro i licenziamenti senza giusta causa, ndr) garantisce i padri che sono già ipergarantiti”. L’analisi del ministro Renato Brunetta è chiara: il nostro Paese concede troppe garanzie agli over 40 e mantiene uno status quo che ostacola la stabilizzazione dei giovani.

Nel corso della registrazione pomeridiana di Porta a Porta, il ministro della Pubblica amministrazione, ha così proseguito il suo ragionamento: ” Spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani. Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità, e quasi nulla per incentivi, per gli affitti e le borse di studio per i giovani“. Come dire che, a queste condizioni, è quasi impossiblie non essere un “bamboccione”.

Il ministro si è quindi dedicato all’altro “cavallo di battaglia” del suo programma politico: quello che riguarda i “fannulloni”. “Dove ci sono dirigenti seri – ha detto Brunetta – il sistema funziona. La cattiva politica e il cattivo sindacato ha prodotto il mostro che abbiamo davanti”.

“Ho sempre contestato – ha replicato Renata Polverini, anche lei ospite del salotto televisivo di Bruno Vespa – la generalizzazione del dipendente della pubblica amministrazione come fannullone. Esiste un personale scarsamente valorizzato e bisogna ridare valore al lavoro del dipendente. Ci vuole un percorso virtuoso – ha concluso l’aspirante governatrice del Lazio – affinché la pubblica amministrazione migliori”.

Altra rete, altro argomento. Raggiunto dai microfoni di Studio Aperto, il ministro della Funzione pubblica ha così motivato la sua scelta di candidarsi alla guida della città di Venezia: “L’ho fatto – ha spiegato -perché è la mia città, lo faccio per amore. Sono nato a Cannareggio, perché è un po’ più proletario. Ci tengo a ricordare che sono nato povero perché – ha continuato il ministro –  è la verità e tutti pensano che i politici siano uomini di potere”.

“Ho imparato da mio padre – ha aggiunto Brunetta – che mi ha insegnato l’etica del lavoro, non sapeva che si chiamava etica, ma me l’ha insegnata nel senso che lavorava più di tutti: dalla mattina alla sera per la famiglia e devo dire che è stato un grande insegnamento”.

Più “rosa” il suo intervento a Pomeriggio 5 di Barbara D’Urso: “Il mio matrimonio? – ha esordito, rimarcando la domanda della conduttrice – Succederà tra un anno e avverrà a Venezia. Anzi, ho anche una mezza idea, c’è di mezzo Torcello. E’ l’isola piu’ bella del mondo – ha proseguito il ministro – ora praticamente disabitata, con due basiliche romaniche straordinarie: ci viveva Hemingway che ci andava a caccia e che vi ha scritto Di la’ del fiume e tra gli alberi“.

Un Renato Brunetta a tutto tondo, quello di oggi, che si barcamena tra il servizio pubblico e la tv commerciale per rendicontare sugli affari pubblici e su quelli privati; domani si prosegue con la 7 dove sarà ospite della trasmissione Otto e mezzo. Buona visione!

Maria Saporito