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Calcio, Juventus-Gianluigi Buffon: “Non siamo a fine ciclo, ma voglio tornare a vincere in fretta”

Questo gruppo è a fine ciclo vista l’età media?
“E’ vero: ci sono dei giocatori che hanno dato tanto e altri che possono ancora dare molto. Certo che dalla serie B in poi la Juventus ha cambiato parecchio, anche con giovani molto promettenti”.
E’ fastidioso sapere che il progetto Zaccheroni terminerà a fine stagione? Non era meglio puntare subito su un allenatore a lungo termine?
“I giocatori non devono mettere becco in queste situazioni che spettano solamente alla società. Zaccheroni ha molta esperienza e ha allenato squadre importanti. Mi sembra abbia anche un’opzione per il prossimo anno. Dare oggi corda a valutazioni non ancora assodate tipo Benitez o non Benitez, futuro o non futuro, non ha molto senso”.
Cosa le è rimasto di questi 6 mesi con Ferrara?
“Dispiacere perché eravamo partiti con i migliori propositi e abbiamo cominciato alla grande il campionato. Poi le premesse sono scemate e alla fine ha dovuto pagare dazio il nostro allenatore, che è anche un nostro amico. Lui ha pagato per il fallimento globale che comprendeva anche noi giocatori. Conoscendolo bene, vista la sua caparbietà, in men che non si dica si prenderà le sue rivincite. Ne sono sicuro. E gli auguro ogni bene. Prima di andarsene ci è venuto a salutare negli spogliatoi dimostrando una grande dignità. Ma su questo non avevamo dubbi”.
Troppi cambi in panchina in pochi anni: come mai manca la continuità al progetto?
Se hai continuità di risultati arriva anche la continuità in panchina. Se invece ogni 3 o 4 settimane ti inceppi, devi per forza di cose rivedere certe scelte. La società, però, ha cercato in tutti i modi di dare continuità a questo progetto. Ma noi abbiamo fallito diverse partite anche durante il periodo nero. E quindi è stato inevitabile il cambio. Ma fino alla fine hanno provato a mantenere in piedi il progetto”.
Del Piero ha detto che è il momento più difficile della sua carriera: concorda?
“Ale ha detto la cosa giusta. Se dovessi dare una spiegazione a quello che ci è successo non saprei darla. In 10 anni di Juve anche per me è il periodo più difficile, senza dubbio. Serie B compresa. Sebbene fossimo in una serie minore, vincevamo, e quindi l’autostima era maggiore. Noi non ci sentiamo esenti da questa situazione. Una percentuale di colpe è anche nostra, non ci piove”.
Spera che la Juventus torni ad essere vincente come quella di qualche anno fa? Non le sta stretta questa situazione?
“Tutto è possibile. Magari nel giro di poco tempo torniamo ad essere una squadra di primissimo livello. Mi auguro di poter godere anche io di questo privilegio. Il tempo passa per tutti e il tempo stringe per giocatori della mia età”.
Boniek ha detto che questa Juve ha tanti leader a parole ma poi in campo vengono meno. La infastidisce?
“No. Faccio spesso autocritica e quando ci sono valutazioni non strumentali come queste le accetto. Può anche aver ragione. Alle parole, ovviamente, dovrebbero seguire i fatti e finora non è successo. Sono convinto che molto presto arriveranno anche i risultati e anche Boniek dovrà cambiare idea”.
Ti aspettavi di più da Melo e Diego?
“Due giocatori importanti come loro possono dare molto se tutto il collettivo funziona e li mette in condizione di svolgere al meglio il loro lavoro. Hanno dato dimostrazione di grande forza ad inizio campionato quando la squadra girava bene. Quando vengono meno le certezze del gruppo, anche campioni come loro pagano dazio”.
Stessa situazione qui alla Juve e anche in Nazionale: Zaccheroni a tempo, Lippi a termine. Sarà un problema per voi?
“Quando vai a giocare una competizione importante come un Mondiale non hai il tempo, la voglia di pensare a queste cose. E poi hai stimoli talmente grandi che non ti soffermi nemmeno sulle scelte di un allenatore o sul futuro della Nazionale. Vuoi soltanto spaccare il Mondo”.
Si è parlato del possibile rientro di Nesta o di Totti. Le piacerebbe tornare a giocare con loro o si stupirebbe di ritrovarli in gruppo?
“Tutti vogliamo il bene della Nazionale e vogliamo andare in Sudafrica per vincere. Le scelte le deve fare l’allenatore e valuterà il meglio per i nostri colori. Speriamo di arrivare avanti il più possibile”.
Il percorso Ranieri a Roma la stupisce? Non è stato mandato via troppo in fretta da Torino?
“Non sono sorpreso da quello che sta facendo a Roma. Dal punto di vista emotivo e caratteriale è un allenatore che ti pungola nel modo giusto. Oltretutto la situazione che gli avevano messo in mano era tra le più difficili possibili ed  era carico a dovere”.
I tanti infortuni potrebbero essere un alibi per questa stagione?
“Un alibi no. Certo gli infortuni hanno avuto un effetto importante sul nostro rendimento. Un conto è avere a disposizione 20 giocatori di livello eccelso, un altro è averne 10. Noi siamo stati falcidiati dagli infortuni”.
Cosa pensa della delusione dei tifosi e delle loro manifestazioni in questi mesi?
“Voglio spezzare una lancia a loro favore. Nonostante noi abbiamo tradito le loro attese hanno avuto un grande rispetto per la squadra. Non si sono viste scene di violenza o guerriglia. E questo mi conforta tantissimo. Mi dà fiducia. Certo loro hanno preso di mira qualche giocatore in particolare o la dirigenza e questo non ci dà sicuramente una mano. Il loro amore e il loro affetto ci aiuterebbe ad uscire ancora più in fretta da questa situazione. E poi lo ripeto: non c’è un solo colpevole. Dovrebbero contestare tutti. Mi dispiace per i miei compagni presi di mira e per la dirigenza. Ma siamo tutti colpevoli”.  

Andrea Bonino