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Calcio, Juventus: Zaccheroni pensa alla difesa a tre

Nessun giorno di riposo per la Juventus. Subito dopo il pareggio di domenica sera contro la Lazio, Alberto Zaccheroni ha voluto subito far allenare i suoi giocatori. Un modo per non perdere la concentrazione e, soprattutto, per non perdere tempo e pensare, 7 giorni su 7, alle eventuali modifiche da apportare. Il neo-allenatore bianconero, contro la squadra di Ballardini, non ha potuto stravolgere l’assetto tattico dei suoi per non mandarli in confusione. Ma ora che ha una settimana intera per preparare la sfida contro il Livorno, senza impegni infrasettimanali, sta già pensando a qualche novità. Lo aveva già annunciato subito dopo la sfida contro i biancocelesti ai giornalisti e ora sta mantenendo la promessa. Il nuovo allenatore ha le idee chiare, il tempo stringe e per conquistare l’obiettivo minimo del quarto posto (qualificazione alla prossima Champions League) bisogna trovare il modo per invertire la rotta. E il modo giusto per cominciare a farlo potrebbe essere una difesa a tre, cosa a cui i bianconeri non sono abituati. Non soltanto con Ciro Ferrara, ma da tempo immemore. Sin dai tempi di Lippi, poi con Capello, con Deschamps, fino ad arrivare a Ranieri e per ultimo il tecnico napoletano appena esonerato. E Zaccheroni vuole modellare la difesa della Signora come quella dell’Udinese, con gli esterni alti, pronti a spingere sulle fasce per arrivare al cross per gli attaccanti. Tre difensori piantati davanti a Buffon, con Camoranesi, quando tornerà a disposizione, e Marchisio pronti ad aiutare sia in caso di attacco che di difesa. Ovviamente due mediani di spessore come Felipe Melo e Sissoko a proteggere il reparto difensivo dalle folate avversarie, con un rombo più allungato rispetto a quello di Ferrara. Felipe Melo, ad esempio, contro la Lazio ha giocato davanti alla difesa garantendo più copertura, trovando la posizione e giocando una buona partita. A Diego, invece, abituato a giocare qualche metro più dietro, è stata data totale autonomia, libero di spaziare dal centrocampo in su, galleggiando tra le linee e non disdegnando la copertura in caso di pericolo.  Dunque Zac, nel bunker di Vinovo (allenamenti ancora a porte chiuse) sta cercando di cucire addosso alla sua squadra quel 3-4-3 che ha fatto la sua fortuna in Friuli o, in alternativa, quel 3-4-1-2 di rossonera memoria. Il problema è che l’infermeria è ancora piena, troppo piena. Iaquinta, Camoranesi, Trezeguet, Poulsen, Marchisio e Salihamidzic sono ancora fermi ai box, mentre Grygera e Sissoko, in Toscana, saranno squalificati. Ma poco importa. L’ex tecnico granata (la sua ultima apparizione fu proprio sulla panchina del Toro nel febbraio del 2007) tenterà comunque il 3-4-3, sperando che Melo e Diego siano a disposizione. I due brasiliani sono usciti un pò acciaccati dalla sfida di domenica sera e questa mattina erano entrambi in palestra. Dovrebbero comunque farcela per la sfida contro il Livorno, nonostante il centrocampista sia alle prese con un affaticamento muscolare.

Andrea Bonino

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