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CIA, minaccia Al Qaeda: “nuovo attacco terroristico in USA”

Le Torri Gemelle in fiamme. Un'immagine che gli Americani si augurano di non rivedere mai più.

“La mia più grande preoccupazione, ovvero ciò che mi tiene sveglio la notte, è che Al Qaeda e i suoi terroristi alleati e affiliati possono colpire efficacemente gli Stati Uniti. Queste parole, pronunciate da Leon Panetta, capo della CIA,  che sintetizzano fedelmente la toccante paura di un nuovo attacco terroristico in America.

La CNN riporta che, secondo l’agenzia di intelligence statunitense, un nuovo tentativo di attentato nei prossimi mesi, non è solo probabile, ma addirittura “certo”. Specificatamente, il lasso di tempo a cui si fa riferimento è compreso tra tre e sei mesi. Perciò entro il mese di agosto, i talebani potrebbero colpire nuovamente un territorio con la bandiera a stelle e strisce.

Al Qaeda rimane senza dubbio la più importante minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti. Tuttavia, secondo la Cia, non è da sottovalutare nemmeno la provocazione cinese. Desta preoccupazione soprattutto il riscontrato aumento di cyber-attacchi, cioè “virtuali”, come nel recente caso di Google. Essi sono, secondo Dennis Blair, direttore dell’intelligence Usa, una “sveglia” poiché né il Governo né i privati possono proteggere completamente l’infrastruttura informatica americana. Ciò costituisce una potenziale minaccia su scala mondiale poiché nessuno potrebbe affrontare efficacemente un attacco di questo genere.

I talebani stanno ideando e mettendo in pratica nuovi metodi di offesa affinché le loro trame siano più difficili da individuare e neutralizzare. È possibile notare una piccola rivoluzione nel cambiamento della modalità di attacco: non più attentati di grandi dimensione, perfettamente portati a termine da terroristi addestrati, ma separati obiettivi colpiti singoli individui con nessuna conoscenza del terrorismo.

L’esempio è offerto dal fallito attentato a Detroit nel giorno di Natale: il sospettato possedeva il visto per accedere agli Stati Uniti ed è stato riscontrato appena un lieve coinvolgimento con i gruppi terroristici. I leader afghani hanno inaugurato un nuovo corso decidendo di puntare sull’”innocenza” e sulla sorpresa dell’azione terroristica. Le prime persone a essere messe ‘al lavoro’ sono quindi coloro che hanno appena allacciato contatti con l’organizzazione. In questo modo le nuove reclute, che vengono mandate a colpire gli obiettivi  sensibili, appaiono totalmente “occidentalizzate” ed è più difficile scovarle, rispetto a fanatici e militanti che potenzialmente già vantano la loro presenza in una lista nera.

Come per il capo della Cia, adesso per tutto il popolo americano sarà difficile dormire sonni tranquilli, visto il preoccupante ritorno dell’incubo talebano, pronto nuovamente a colpire. L’obiettivo degli Usa è chiaro: fare in modo di scoprire il potenziale attentatore prima che esso metta piede su un aereo. L’unica speranza è che i body-scanner e l’addestramento per prevenire, e in caso saper affrontare, momenti critici siano realmente efficaci per dare maggiore sicurezza e tranquillità all’intera nazione del presidente Obama.

Emanuele Ballacci