Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Cronaca: Ultime Notizie di Cronaca Delitto di via Poma: in aula l’ex fidanzato

Delitto di via Poma: in aula l’ex fidanzato

Nella foto Simonetta Cesaroni

7 agosto 1990. Pomeriggio afoso e una città praticamente deserta. Simonetta Cesaroni viene uccisa selvaggiamente con un tagliacarte, di quelli che si trovano in qualsiasi ufficio. Il delitto si consuma presso la sede degli Ostelli della gioventù dove la ragazza lavorava.

Dopo quasi vent’anni da quel maledetto giorno d’agosto nell’aula bunker di Rebibbia Raniero Busco, su cui pende l’accusa di omicidio, si troverà a strettissima distanza dalla famiglia della giovane, ovvero dalla madre Anna Di Giambattista e dalla sorella Paola, le quali si costituiranno parti civili con l’avvocato che la ha sempre affiancate e sostenute, Lucio Molinaro. I giudici dovranno inoltre decidere se accettare la medesima richiesta avanzata dal comune capitolino, il quale ritiene che la morte di un proprio cittadino rechi al comune stesso un danno, seppur non patrimoniale. Stessa linea dunque già tenuta nel processo Svastichella.

Perchè Busco? Ai tempi dell’omicidio i due erano fidanzati. La prova principale che lo inchioderebbe è una traccia di saliva rinvenuta su un reggiseno di Simonetta. Secondo la procura la ragazza lo indossava proprio in quel 7 agosto. Inotre un morso sul seno sinistro dell’impiegata, fotografato durante l’autopsia e riconducibile al delitto porterebbe alla forma dell’arcata dentaria dell’uomo. Altro indizio: sulla porta dell’appartamento di via Poma 2 sono state rinvenute tracce di sangue. Nonostante il dna di Busco vi sia presente in quantità non sufficienti a portare ad una certa compatibilità, si è però certi che quel sangue non sia collegabile ad alcuno dei personaggi coinvolti fino ad oggi nel processo.

L’imputato sostiene un alibi alquanto fragile. Quella sera sarebbe stato con un amico, ma quest’ultimo ricorda che quel giorno era a Frosinone per partecipare ad un funerale.

Il dibattimento vergerà sulle prove legate al Dna. Non è quindi escluso che si rendano necessarie ulteriori perizie.
Busco, dipendente dell’aeroporto di Fiumicino, sposato con due figli gemelli, da parte sua, ha sempre sostenuto la sua innocenza.

Valeria Panzeri