Imussolini impiccato dall’Istituto Luce

Dopo settimane di polemica, l’applicazione per iphone  “iMussolini” è stata tolta dal mercato. Già alla sua uscita si erano scatenate delle battaglie socio-mediatiche non di poco conto . Tra i proprietari di iphone, si faceva a gara a chi scaricava per primo la app, che ricordiamo, permetteva di “rivivere” anche integralmente  i discorsi del duce; era possibile averne il testo scritto, fruire del formato audio o addirittura possedere il documento video.

L’applicazione ha superato nelle poche settimane che è rimasta in vendita i 6000 download, un record vero e proprio. Ma le proteste verso questa estemporanea iniziativa sono venute un po’ da tutto il mondo. Diverse associazioni infatti si erano sentite offese dal lancio di iMussolini. L’eco della vicenda è giunto addirittura fin negli Stati Uniti dove un’associazione di sopravvissuti dell Shoah ha fatto sentire a gran voce tutta la sua indignazione.

Ma il vero motivo del ritiro dal mercato della app non sono le polemiche bensì un mero problema di diritti d’autore: l’Istituto Luce  farà causa a Luigi Marino, il programmatore napoletano “autore” di iMussolini: “Il materiale commercializzato è di esclusiva proprietà dell’ente e quindi non liberamente utilizzabile per fini diversi, soprattutto commerciali, dalla visione sulla piattaforma digitale dell’Archivio Luce e dagli altri canali autorizzati”. Questa è la principare ragione del ritiro dal mercato della discussa ( e discutibile) app per iphone.

Aggiunge Luciano Sovena, amministratore delegato dell’Istituto Luce, che quei filmati sono  “un patrimonio che non può essere utilizzato liberamente da chiunque poichè rappresenta la memoria storica del nostro Paese. Memoria che non può essere estrapolata dal suo contesto, per non alterarne nè il significato nè il contenuto storico”.

Marino si difende sostenendo di aver utilizzato filmati trovati in rete e quindi teoricamente pubblici; fa presente inoltre che se c’è qualcuno da accusare o da criticare questa è la Apple, vale a dire chi ha commercializzato il prodotto. 

iMussolini è stato presentato come “una pagina triste del nostro paese” spiegando a chiare lettere che non voleva certo essere un inno al fascismo.  Anche volendo credere alla buona fede del programmatore Marino sembra impossibile non accorgersi perlomeno del cattivissimo gusto del prodotto. Non è una questione politica, sebbene l’apologia di fascismo sia un reato, ognuno, nel suo privato, deve essere libero di avere le proprie idee politiche; ma a parte che quì non siamo nel privato, resta il fatto che Mussolini è stato il principale alleato di Hitler nella seconda guerra mondiale e quest’ultimi ha quasi annientato un popolo intero. Mussolini anche nella sua “inconsapevolezza”, se mai si possa dire così, resta complice di un olocausto, celebrarlo su un cellulare non sembrava proprio il caso.

A.S