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L’ombra della disoccupazione sotto il sole della Spagna

Quattro milioni di disoccupati, è questa la cifra record raggiunta dalla Spagna nel mese di dicembre. Qui la crisi economica mondiale ha avuto alcuni dei suoi peggiori effetti in quanto si è sommata allo scoppio della bolla immobiliare, e, in Spagna, la speculazione edilizia aveva trainato il rigoglioso sviluppo degli anni passati . Il tasso di disoccupazione a dicembre si è attestato al 19,5%, livelli record di molto superiore a quello italiano, calcolato attorno al 10%, in linea con il livello medio europeo.

Secondo il Financial Times, la Spagna potenzialmente rischia più della Grecia, a causa del deficit alto e soprattutto dall’alto tasso di disoccupazione. A gennaio, le persone che si sono registrate per ottenere l’erogazione del sussidi di disoccupazione sono state 125 mila. Ma il quotidiano londinese si spinge oltre, affermando che «affinché l’eurozona rimanga intatta, è essenziale che la Spagna rimetta ordine nelle sue finanze pubbliche».

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais, il governo madrileno prevede che il debito pubblico raggiungerà un tetto del 74,3% del Pil nel 2012, per poi iniziare a ridursi dal 2013.

Il governo prevede inoltre che la crescita economica dovrebbe iniziare a realizzarsi a partire dal 2011 e prevede una progressiva decrescita del tasso di disoccupazione, che passerà al 18,4% nel 2011, al 17% nel 2010 e al 15,5% nel 2013. Queste previsioni sono davvero molto negative, anche se si prevede una considerevole discesa del numero di disoccupati, i dati per i prossimi anni sono davvero molto preoccupanti.

A Madrid ci si preoccupa anche di ridurre la spesa pubblica per cercare di rimanere all’interno del Patto di Stabilità voluto dall’Unione Europea, che vuole un rapporto deficit/Pil del 3% nel 2013. A questo proposito il Governo di Zapatero ha approvato lo scorso venerdì un piano di austerità che prevede di ridurre la spesa a 50.000 milioni nei prossimi quattro anni. Il Governo si impegna a realizzare gran parte di questo risparmio (40.000 milioni) attraverso misure di riduzione della spesa per personale, funzionamento, investimenti e trasferimenti. Il resto del contenimento della spesa dovrebbe essere realizzato dalle regioni e dagli enti locali. Sempre in ottica di risparmio, ha annunciato l’intenzione di elevare l’età pensionabile portandola da 65 a 67 anni.

Elena Meurat

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