La Luna potrebbe essere il risultato di un’esplosione nucleare

La teoria più accreditata sull’origine della Luna sostiene che il nostro satellite è, in realtà, un pezzo di Terra che si è staccato dal pianeta in seguito alla collisione brutale con asteroide o un altro gigantesco oggetto.  Alcuni geologi planetari ritengono che questa teoria contenga molti punti deboli  e propongono, come alternativa, una molto più impattante: la luna potrebbe essersi formata dopo un’esplosione nucleare naturale.
Questa teoria alternativa si basa su un’altra conosciuta da più di cento anni, la teoria della fissione. I sostenitori della fissione ritengono che la Terra e la Luna si sono formate a partire di una massa di roccia fusa che girava con una straordinaria velocità, tanto che la forza di gravità era appena superiore alla forza centrifuga. Qualsiasi leggero impatto avrebbe causato la ripetuta espulsione di una piccola porzione di roccia fusa, fino alla creazione della Luna così come la conosciamo oggi.
Gli scienziati olandesi Rob Meijer, dell’ Università Western Cape, e Win van Westrenen, dell’Università VU di Amsterden affermano che questa grande roccia fusa avrebbe contenuto elementi radioattivi come l’uranio e il torio in concentrazione sufficientemente alte da provocare una reazione nucleare a catena.  Questa, a sua volta, avrebbe causato una grande esplosione finale che avrebbe provocato la espulsione dalla sua orbita di un pezzo di roccia che si sarebbe trasformato nella Luna.
I ricercatori credono che il nostro satellite dovrebbe contenere prove rivelatrici, come l’esistenza di alcuni elementi, tra i quali l’elio-3 e il xenón-136  che si sarebbero prodotte in grande quantità in un georeattore nucleare. Future analisi della superficie della Luna potrebbero apportare le prove necessarie per confermare questa teoria, però le analisi, in considerazione delle difficili condizioni che esistono nello spazio, potrebbero essere molto complicate.
Gli scienziati credono che circa 20000 milioni di anni fa, sulla Terra, esisteva un georeattore  nel giacimento di uranio di Oklo, in Gabòn.
Annastella Palasciano