Home Spettacolo La sconcertante verità delle Iene sul caso Ciotola

La sconcertante verità delle Iene sul caso Ciotola

Dovrebbe andare in onda questa sera a Le Iene show, un servizio che ha portato all’apertura di un’indagine da parte della Magistratura e della Guardia di Finanza. Al centro dell’inchiesta la storia di Adelaide Ciotola, la bambina che da anni spopola in Tv con la storia della sua malattia che, a dire delle Iene, sarebbe una bufala.

La Iena Luigi Pelazza ha scoperto, dopo le segnalazioni da parte di donatori diffidenti, che i fondi raccolti per permetterle alla bambina di avere accesso a cure molto costose, in realtà non sono mai stati impiegati per le cure della bambina. Adelaide, addirittura, stando a quel che sostiene la Magistratura supportata dall’Ospedale Gaslini di Genova, non sarebbe affetta da sindrome del lobo sinistro come sempre dichiarato.

Il servizio è stato immediatamente contestato dalla famiglia Ciotola il cui legale ha chiesto alla Procura di Napoli il sequestro del servizio televisivo delle Iene, e, con un ricorso d’urgenza, la diffida a mandarlo in onda a causa delle «fragili condizioni in cui effettivamente versa la piccola».

L’avvocato Sergio Pisani spiega che: «la piccola Adelaide è in questi giorni già fortemente provata dai commenti dei compagni di scuola per quanto sta avvenendo su numerosi social Network e quanto pubblicato su diverse testate giornalistiche in tutta la penisola. Al di là dunque della veridicità o meno di quanto si imputa ai genitori della minore – scrive l’avvocato nel ricorso – … è immaginabile e indubbio l’effetto dirompente che potrebbe derivare alla psiche della minore già fortemente provata dalle offese pubblicate su numerosi social Network».

Secondo l’avvocato: «Adelaide è veramente ammalata, poi sarà la magistratura e non certo un servizio televisivo ad accertare eventuali responsabilità che di certo non sono della bambina, unica vittima di un’eventuale messa in onda del servizio delle Iene – eppure, continua il legale – non abbiamo mai detto la bambina era in fin di vita e lo si evince benissimo dalle trasmissioni televisive in cui la stessa ha una vitalità fuori dalla media. Non abbiamo mai truffato nessuno. I soldi raccolti sono depositati su un fondo e saranno utilizzati per accertare la diagnosi fuori dall’Italia».

Senza esprimerci sul merito della vicenda, sulla quale speriamo venga fatta chiarezza al più presto, non possono lasciarci insensibili le ultime parole dell’avvocato che conclude con una nota ancor più inquietante di tutta la vicenda. Pisani non esclude che la bambina «possa compiere eventuali gesti estremi» dopo la trasmissione del servizio. «Al di la di quelli che saranno gli eventuali esiti giudiziari della vicenda, l’unica innocente vittima di una eventuale messa in onda del servizio televisivo in oggetto, sarebbe la piccola Adelaide e dopo nessuna trasmissione e/o rettifica potrà far riprendere la minore da un trauma simile».

 S. A.

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