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Legittimo impedimento, oggi approvazione alla camera

Il voto finale della Camera sul legittimo impedimento è slittato a questo pomeriggio: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha annunciato che le dichiarazioni di voto inizieranno alle 18 e saranno trasmesse in diretta televisiva. Questo dopo che ieri la Camera ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Pd e Idv (343 voti contrari, 238 favorevoli e 2 astenuti) al testo presentato dalla maggioranza che dovrebbe garantire, durante il mandato elettorale, l’esenzione del premier e dei suoi ministri imputati dai processi penali a loro carico per 18  mesi. Intanto stamane la Camera ha bocciato inoltre, con soli 30 voti di scarto (298 contrari, 268 favorevoli), l’emendamento che avrebbe soppresso le disposizioni contenute nel terzo comma dell’articolo 1 del legittimo impedimento, che avrebbero esteso le norme del legittimo impedimento anche ai ministri.

Ieri la Commissione ha apportato 2 modifiche al testo: la prima riguarda i casi in cui il Presidente del Consiglio può far richiesta di legittimo impedimento, inteso non più come qualsiasi attività  “connessa” alle funzioni di governo, bensì come ogni attività “coessenziale” alle funzioni di governo. Per quanto riguarda il legittimo impedimento per i ministri, inizialmente poteva essere invocato nei casi di “esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni” a cui la seconda modifica aggiunge anche “ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo”. L’Udc, che ha annunciato per oggi l’astensione dal voto, aveva lavorato per apportare modifiche in questa direzione e apprezza perciò quanto fatto dalla maggioranza. Michele Vietti, vicesegretario dell’Udc, ha apprezzato nello specifico gli emendamenti che considerano il legittimo impedimento una legge-ponte che resterà in vigore fino all’approvazione di un Lodo Alfano bis attraverso legge costituzionale. Questa presa di posizione dei centristi non è ben vista dal resto dell’opposizione parlamentare, e ciò potrebbe essere determinante nello stabilire le alleanze in vista delle prossime regionali. Qualche scontro si è verificato tra Casini e Dario Franceschini, capogruppo del Pd. Il leader dell’Udc, ha così commentato il disegno di legge: ”Questo provvedimento ha il coraggio di prendere di petto una questione che esiste e di rimuoverla dal rapporto tra politica e magistratura. Noi possiamo far finta che la questione abbia solamente questa pietra d’inciampo ma poiché non facciamo esercizio di ipocrisia, preferiamo prendere il toro per le corna”.
Franceschini, intervenuto successivamente a titolo personale ha invece dichiarato che: ”L’anomalia, onorevole Casini lei lo sa benissimo, e’ che non stiamo stabilendo norma per il futuro per chiunque assumerà incarichi pubblici ma stiamo approvando una norma, come molte altre in passato, per bloccare processi specifici già in corso”.

Daniele Vacca