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Torino, Milano, e l’ingarbugliata questione inquinamento

Si blocca il “traffico della domenica”, almeno a Torino, almeno per il prossimo 7 di febbraio. Sarà infatti vietata la circolazione a tutti gli automezzi per otto ore, dalle 10 alle 18, nell’intero territorio urbano.

La decisione è resa nota oggi dall’assessore comunale all’Ambiente Roberto Tricarico, ed è stata presa, a quanto pare, di comune accordo, durante la mattinata, con il sindaco Sergio Chiamparino.

La decisione rientra nelle misure da intraprendere in merito al tasso di inquinamento della città, ed in particolare dettate dall’alta concentrazione di polveri sottili (pm10) registrata in modo univoco dalle cinque centraline di monitoraggio presenti a Torino: 20 superamenti consecutivi del valore medio giornaliero di 50 microgrammi al metro cubo (soglia che, nei termini delle leggi in vigore, non deve essere superata per più di 35 volte all’anno). Allarme rosso, dunque, per la situazione atmosferica torinese.

Dal momento che, come è ovvio, non è il capoluogo l’unica città in cui si registrano pericolosi tassi di inquinamento atmosferico, ci si appresta a provvedere in modo analogo anche a quanto sta avvenendo della salute pubblica degli altri Comuni della regione. L’assessore provinciale all’Ambiente Roberto Ronco ha già lanciato un appello in proposito ai sindaci delle aree interessate, ed ora non resta che attendere la loro reazione in merito al pressante argomento in questione.

Urgerebbe rimedio anche per la questione del Milanese, zona colpita dall’inquinamento in misura di pochissimo inferiore al capoluogo piemontese. I lombardi hanno già pazientemente accettato di buon grado nella giornata della scorsa domenica di rinunciare all’auto, provvedimento piuttosto azzeccato in base ai dati rilevati. Per il momento comunque non si prevede a Milano un altro blocco del traffico nelle settimane a seguire.

Piuttosto, la giunta regionale lombarda sta studiando altri modi e mezzi per provvedere al problema inquinamento. Sono stati stanziati dalla Regione Lombardia ulteriori 28 milioni di euro che si vanno a sommare ai fondi già assegnati, per incrementare attraverso un sistema di incentivi il passaggio dei privati alla scelta di mezzi meno inquinanti, ed anche per l’acquisto da parte di Comuni e Provincie di autobus di nuova generazione e caldaie private ed aziendali a minor emissione di sostanze nocive.

Soddisfatto per il momento il presidente della Regione Roberto Formigoni, che precisa che i finanziamenti regionali non andranno indistintamente a tutti, come contributo a priori, ma piuttosto si cercherà di assegnarli a quelle città e piccoli centri che dimostreranno impegno nell’effettuare controlli sulle auto ed i mezzi di riscaldamento presenti sul proprio territorio. Per l’esattezza, i nuovi 28 milioni di euro assegnati dalla Regione per le misure da adottarsi contro l’inquinamento vanno a sommarsi ai precedenti 134 milioni stanziati nei mesi scorsi per decisione della giunta lombarda.

Sandra Korshenrich