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Uccisi giornalisti stranieri in Pakistan

Nel nord ovest del Pakistan, una zona tribale dove il terrorismo ha messo radici da tempo, una potente bomba è esplosa oggi, vicino ad una scuola femminile, che è stata gravemente danneggiata.

Nella strada adiacente stavano tansitando alcuni giornalisti stranieri, seguiti da un auto della polizia che probabilmente li stava scortando.

Le vittime certe dell’attentato sono 4 e sono tutte straniere, anche se ancora non è stata resa nota la nazionalità. 3 di questi sarebbero quasi certamente giornalisti, in ritorno da inchieste nella zona di confine con l’Afghanistan.

Non si sa ancora se l’attacco fosse rivolto verso la scuola, le forze di sicurezza o direttamente contro i giornalisti, cosa che aprirebbe uno scenario nuovo e pericoloso per la sicurezza di tutti gli stranieri che si trovano in quelle zone. Molte studentesse, comunque, sarebbero rimaste intrappolate a causa del crollo del tetto.

Il Pakistan è ormai il nuovo fronte del terrorismo islamico, che sta indebolendo l’autorità del governo. Molti analisti militari prevedono che molte zone dovranno ricevere il supporto di militari della coalizione, ma l’enorme impegno di uomini e mezzi in Iraq e Afghanistan non permette di operare anche altrove allargando la scala della lotta. Nemmeno lo spostamento di truppe è al momento possibile, perchè minerbbe la stabilità di paesi, soprattutto l’Afghanistan, che stanno attraversando una recrudescenza delle attività dei guerriglieri filo-talebani.

Al Qaeda è molto attiva ora in Pakistan, dopo gravi perdite subite in Afghanistan, e sta approdando anche in India. Uno dei suoi obiettivi, secondo il Pentagono, è quello di creare attriti tra i due grandi paesi, persino arrivando a creare le basi per un conflitto tra India e Pakistan.

Molti si chiedono da tempo quanto potrà durare questa guerra al terrorismo, e se effettivamente il suo contrasto operato con le azioni intraprese sia il migliore o sia in realtà rischioso sia per i paesi esposti sia per l’Occidente che impegna immense risorse nel tentativo di sradicare le attività terroristiche.

Nadir Carmellini