Home Spettacolo “Amici” resoconto puntata (04-02-2010 ultima parte). Questione di pathos

“Amici” resoconto puntata (04-02-2010 ultima parte). Questione di pathos

Nella casetta dei Blu le reazioni alle assegnazioni dei brani sono alquanto caute. Il più preoccupato pare essere Enrico che, assieme al compagno Matteo, risponde alle parole di Grazia Di Michele.

Matteo dovrà esibirsi domenica su Un amore così grande; nonostante commenti che si tratta di una canzone non facile, non pare troppo preoccupato. Allo stesso modo una Loredana molto tranquilla, commenta la nuova doppia sfida con l’ormai antagonista fissa Emma, come una prova equa.

Il più preoccupato è decisamente Enrico che si esprime così sulla sfida che affronterà sulle note di Emozioni: “Enrico Battisti non è il mio genere. È più vicino a Pierdavide. E poi è lui che suona la chitarra acustica, io suono quella elettrica”. Protagonista nelle ultime settimane di un triangolo polemico, che lo vede con la sua insegnate battibeccare spesso e volentieri con Grazia Di Michele, cantante toscano oggi non è il solo a voler rispondere all’insegnante.

Anche Matteo è stato tirato in ballo da Grazia, per aver detto a Maria De Filippi di aver sentito due errori di intonazione del suo compagno di squadra in Diamante:Sono prontissimo a risentire da allievo. Posso dire quante note calanti e crescenti ci sono, ma nessuno quando canta è perfetto. Gli errori ci sono anche sulle mie esibizioni. Un giudizio è quello tecnico,matematico, un altro è quello  di cuore. Io credo che nel pop è importante essere precisi ma anche mettere pathos”.

I due ragazzi si spalleggiano nel video box. Secondo entrambi l’operazione proposta dall’insegnante è inutile.

Per Enrico: “Non ci si può mettere carta e penna. È una cosa sciocca. Allora lo facciamo su Diamante e poi sulla canzone di Grazia a Sanremo. Se si deve fare i bimbi piccini facciamolo. L’intonazionazione ci deve essere, ma se si interpreta non si può stare attenti all’intonazione. Canto come mi sento. Cercherò di studiare, ma io credo di emozionare così”.

Così come per Matteo: “Ho sentito che ciò che conta nel pop è la media tra intonazione, interpretazione, pathos e personalità. Io ne Il mare calmo ho sbagliato, non ho fatto però un errore di intonazione. Sono tanti gli errori che si possono fare e io non sono un professore. Oggettivamente per me Enrico è un buon cantautore e può fare belle cose ha un buon groove”.

Il tenore insomma stima il compagno di squadra, ma accetta la sfida alla caccia all’errore e rilancia: “Io commenterò come allievo non c’è problema. Ma vorrei proporre che anche Vessicchio senta se ci sono errori, magari usando un computer”.