Home Cultura An Education e il successo di uno scrittore al cinema

An Education e il successo di uno scrittore al cinema

Dopo Alta fedeltà, Un ragazzo e Febbre a 90° (film tratti da suoi romanzi), arriva nei cinema un altro film che vede lo zampino dello scrittore Nick Hornby, che questa volta si è dedicato completamente alla stesura della sua prima sceneggiatura cinematografica.

Il film si chiama An Education ed è basato sulle memorie autobiografiche di Lynn Barber, una giornalista inglese famosa per i suoi divertenti ritratti di celebrità (la sceneggiatura letteraria si può leggere in italiano pubblicata da edizioni Guanda).

La storia, ambientata nella Londra degli anni sessanta, racconta l’educazione sentimentale della sedicenne Jenny Miller (interpretata da Carey Mulligan), figlia unica di due genitori borghesi: il padre (Alfred Molina) lavora in banca, la madre (Cara Seymour) è la tipica casalinga un po’ frustrata.

Jenny è una ragazza diligente e responsabile che prende ottimi voti a scuola, suona il violoncello ed è appassionata d’arte. In realtà annoiata dalla routine quotidiana, sogna di andare al più presto al college ad Oxford, per poter leggere quello che desidera e viaggiare, andare a Parigi, poter fumare per strada e ascoltare il suo musicista preferito, Jacques Brel.

Per i genitori Oxford è una promozione sociale, in vista di una “sistemazione matrimoniale” definitiva, per cui non faranno altro che incentivare i successi scolastici della ragazza. Ma l’incontro con il trentenne David (Peter Sarsgaard) turberà l’equilibrio di Jenny e le aspettative dei genitori, seppur in un primo momento affascinati dall’uomo.

David introdurrà la ragazza in quella vita londinese divertente e sfrenata che tanto desiderava; lussi, sfarzi e week end costosi allontaneranno la ragazza dalle sue ambizioni universitarie, mettendola in contatto con una realtà che sembra essere senza compromessi. Ma, come ovvio, non è oro tutto ciò che luccica.

Diretto dalla danese Lone Scherfig, il film descrive perfettamente le tendenze che affioreranno poi negli anni sessanta, e la sceneggiatura di Hornby è già un grande biglietto da visita, anche se scrivere una sceneggiuatura è ben diverso da scrivere un romanzo: “Una volta che ti sei affermato come romanziere – spiega lo scrittore – la gente sembra disponibilissima all’idea di pubblicare i tuoi libri. Con il cinema invece non funziona così, perché perfino i film con un budget bassissimo costano spesso milioni di sterline, e di conseguenza non esiste sceneggiatore al mondo, per quanto affermato nella sua professione, che scriva con la totale sicurezza che il suo lavoro diventerà un film.”

Attendiamo di vedere il film sui nostri schermi (dal 5 febbraio) per giudicare la differenza!


Claudia Fiume