Home Sport Calcio, Flamengo: “Adriano qui da noi è privilegiato e viziato”

Calcio, Flamengo: “Adriano qui da noi è privilegiato e viziato”

Sembra lontano ormai anni luce il rigido stile di vita e le regole ferree che l’ Inter imponeva, come da regolamento al fine di ottenere performances sportive sempre migliori, all’ Imperatore, al secolo Adriano Leite Ribeiro. Dopo la carriera spezzatino alla società meneghina, cinque stagioni scaglionate negli otto anni di permanenza nel massimo campionato italiano, con nel mezzo le esperienze al Parma ed alla Fiorentina, il potente e massiccio attaccante di Rio de Janeiro ha fatto ritorno in patria, al Flamengo dove aveva iniziato quella carriera che si sarebbe rivelata luminosa e che le società calcistiche europee non hanno commesso l’ errore di ignorare, lanciandolo sui palcoscenici del calcio che contano.

Al termine della passata stagione, dunque la punta carioca, sfibrata dal mediocre campionato svolto con la maglia dei nerazzurri campioni d’ Italia, decide di rigiocare nei rubo-negro di Rio, un trasferimento dovuto più ad un’ esigenza personale di ritrovare tutta la serenità perduta e scacciare con forza la gogna mediatica cui è stato sottoposto nel belpaese e che ha avuto come oggetto la discutibile e libertina condotta di vita del giocatore.

Contro tutti pronostici della vigilia che lo davano per finito, calcisticamente parlando, Adriano ha pescato quel vigore e la forza necessaria per affermarsi al Flamengo, l’ intero ambiente societario stravede per lui e l’ Imperatore ringrazia a suon di gol spettacolari ed assist inimitabili:

“Adriano ha diritto a essere trattato in maniera diversa, e se decide di non allenarsi non si allena, punto e basta. Vale un mare di soldi, e ciò che garantisce al club in termini di ritorno d’ immagine e, soprattutto, economico gli da il diritto di essere trattato in modo differente rispetto a tutti gli altri giocatori. Chiedete pure a tutti i componenti della squadra se non sono d’accordo o hanno problemi con Adriano. Sono tutti entusiasti di lui, che peraltro è uno di quelli che ha lavorato maggiormente nel ritiro prestagionale”.

Queste le parole di trasparente interpretazione rilasciate dal dirigente del Flamengo Marcos Braz che non teme ripercussioni o spirali di tensione ed invidia nei confronti del prediletto Adriano da parte dei compagni di squadra. Probabilmente l’ attaccante della nazionale verde oro dal 2000 aveva bisogno di questo; non richiami e punizioni, al bando superflue competizioni di spogliatoio o inique gerarchie da rispettare con rigore, solo libertà di agire e tanta gratitudine, viscerale e diretta. Beh, se questi accorgimenti fossero stati concessi in quel di Appiano Gentile, chissà come sarebbe finita la storia, forse con Adriano capocannoniere incontrastato della Serie A e l’ Inter di Moratti regina senza eguali in Italia e in Europa, ma nel frattempo prosegue il tacito accordo, tanto surreale quanto efficace tra il Flamengo e l’ attaccante che ha ripagato abbondantemente siglando la tripletta nel derby che ha affossato la Fluminense e storia recente, il gol del 3-3 di ieri sera contro l’ Olaria.

Gionata Cerchiara

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